Musumeci: “Sacrifici e rinunce per un anno o due, poi la strada sarà in discesa”

“Il clima alla Regione è cambiato, buona parte del personale ha trovato la motivazione, la voglia di essere coprotagonista di una stagione di rilancio. E’ un percorso lungo, nessuno si fa illusioni sulla sua durata, dopo decenni di trascuratezza e omissioni. Sapevamo che avremmo trovato strade in salita: non sono abituato a scaricare sugli altri la responsabilità sul presente che appartiene al presidente della Regione e al suo governo, credo di avere diritto di rivendicare che il punto di partenza era assolutamente diverso da quello di una condizione di normalità. Sono stati due anni di semina che sembra avviata alla chiusura“.

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, parla alla stampa del delicato momento della Regione nel corso dell’incontro per i tradizionali auguri di fine anno. Nel corso dell’incontro il Governatore ha toccato numerosi temi.

“La condizione finanziaria sarà un elemento che limiterà, per fortuna, solo la spesa corrente e non quella per gli investimenti: dovremo necessariamente operare tagli per un anno, forse per due, poi andremo in pianura se non in discesa. Risponderemo alle richieste della Corte dei conti anche se con molta difficoltà, con sacrifici e rinunce da parte di tutti”.

“Roma è apparsa distratta, alcuni ministri pontificano, emettono giudizi improntati a scarso rispetto istituzionale ma anche ad ignoranza, nel senso che non conoscono la realtà di questa isola. Al governo nazionale chiederemo non elemosine, ma di prendersi in carico il problema degli enti locali, che vivono una condizione di assoluta gravità. Serve una riforma della finanza locale in Sicilia”.

“Siamo perfettamente convinti che la manovra non sia una passeggiata: 15 miliardi da recuperare, tra disavanzo e debiti, sono tanti. Qui non ci sono scienziati e lavoriamo con gli strumenti di cui disponiamo. Riteniamo di avere predisposto uno strumento contabile capace di rispondere alle esigenze del momento, se servirà un aggiustamento lo faremo. Concordo al 100% con il presidente Gianfranco Miccichè, ha ragione quando dice ci vuole più Stato ma lo Stato è distratto. La prossima settimana dovrei incontrare a Roma il ministro per lo Sviluppo”.

“Lo Stato deve capire che al Mezzogiorno serve un piano anti-ciclico, il ministro Provenzano fa fatica a dimostrare che il problema stia nell’impegno dei fondi Ue, perché noi li abbiamo impegnati e forse anche quest’anno raggiungeremo la soglia nonostante tutto e tutti. Il ministro Provenzano deve avere rispetto per la sua terra, faccio finta di non avere sentito che ha stanziato 10 milioni per la Sicilia: noi con questa cifra non riusciamo ad aggiustare nemmeno un ponte sulla provinciale”.

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