Nello Musumeci

Musumeci: “Scioglimento dei Comuni, rivedere la legge. Ecco le proposte”

Il Governatore siciliano Nello Musumeci, a tre settimane di distanza dalle elezioni amministrative di fine aprile, prende posizione sul fenomeno dei Comuni sciolti per mafia con provvedimenti del Ministero e fa alcune riflessioni in un articolo che è stato pubblicato dal quotidiano “La Sicilia” di Catania. Lo spunto viene dal recente scioglimento per mafia dei comuni di Mistretta e San Cataldo. 

“In questo momento – sottolinea Musumeci – 167 mila siciliani non sono amministrati da organi elettivi: in dieci Comuni dell’Isola la democrazia, in un certo senso, rimane sospesa”. Il presidente della Regione ricorda poi che “decine di Comuni, dopo essere stati sciolti per mafia una prima volta, tornano ad esserlo per la seconda e, in alcuni casi, anche per la terza volta. Cosa significa? Che la normativa sullo scioglimento dei Comuni, ormai dopo quasi trent’anni, va rivista, anche per alcune incongruenze che rendono il provvedimento spesso inutile se non dannoso”.

Il Governatore cita a questo proposito due incongruenze: “La prima: perché in un Comune sciolto per mafia, lo Stato allontana solo il ceto politico e lascia al proprio posto i dirigenti della burocrazia comunale? La seconda: perché in un Comune sciolto per mafia, lo Stato manda commissari straordinari già oberati da altri gravosi impegni d’ufficio e senza neppure verificarne la idoneità e l’attitudine al governo di un Ente?”.

“Queste riflessioni – conclude Musumeci – ho rassegnato nei giorni scorsi al Ministro dell’Interno, proponendo in sede di riforma anche la previsione di una sorta di ‘diffida’ ai Comuni appena afflitti da patologie legate a possibili condizionamenti o infiltrazioni. Una forma, cioè, di tutoraggio dello Stato, affidato alla Prefettura, prima di arrivare alla ineluttabilità dello scioglimento”.

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