Eleonore, indagati anche comandante e capo missione. Fermato il presunto scafista

La Polizia di Ragusa ha fermato nella notte il presunto scafista del gommone con a bordo 104 migranti soccorsi dalla nave Eleonore, approdata ieri a Pozzallo e sottoposta a sequestro amministrativo per non avere rispettato il divieto di ingresso in acque italiane. Ma nella giornata di oggi la Procura ha iscritto nel registro degli indagati anche il comandante e il capo missione della Eleonore dell’ong tedesca Mission Lifeline.

Sia per il presunto scafista (un diciottenne sudanese) che per comandante e capo missione della Eleonore l’ipotesi di reato è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’indagine è coordinata dal procuratore Fabio D’Anna e seguita dal pm Francesco Riccio. Al comandante è stato notificato il sequestro: sarà lui ad avere in custodia la nave in attesa di fornire le proprie controdeduzioni.

Lo scafista è stato individuato dalla Squadra Mobile di Ragusa dopo l’ascolto di numerosi testimoni. I testimoni (tra cui gli stessi naufraghi) hanno descritto con precisione la condotta dello scafista in tutte le fasi della traversata: i migranti hanno affermato di aver pagato 1500 euro ciascuno per effettuare il viaggio ma di essere partiti dalle coste libiche solo dopo una permanenza di alcuni mesi in una connection house. Lo scafista ha condotto il natante per 15 ore prima di essere soccorso a largo delle coste libiche, dice la polizia.

Nel frattempo la nave ‘Eleonore’ della ong tedesca ‘Lifeline‘ è approdata a Pozzallo dichiarando lo “stato di emergenza”. Gli oltre cento migranti sono stati accolti sulla banchina, presidiata da polizia e guardia di finanza, dai medici delle Croce rossa. La Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta poichè la nave ha forzato il divieto di accesso nelle acque territoriali italiane dopo che nelle scorse ore le condizioni meteo nel Canale di Sicilia erano peggiorate e la sicurezza degli occupanti l’imbarcazione era stata messa a rischio dal mare in tempesta. Il fascicolo, con ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è al momento a carico di ignoti.

Da segnalare l’allontanamento dall’area portuale di Pozzallo, dei volontari di Legambiente, giunti al porto per accogliere i 104 migranti. A denunciare l’accaduto è il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna. “Ad accogliere la nave uno scroscio di applausi del circolo Legambiente di Pozzallo, con le bandiere del cigno e della pace. Ma, evidentemente, la solidarietà non piace. I volontari sono stati fatti allontanare dall’aera portuale e fatti accomodare dietro i cancelli. Diversa la situazione creatasi ad Agrigento – prosegue Zanna – quando fu consentito a tanti di insultare la comandante Carola Rackete, fin sotto la nave. Noi resteremo, anche dietro ai cancelli, per dimostrare alle persone che sbarcano in Sicilia che al centro mettiamo ancora l’accoglienza”.

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