“No alla soppressione degli Iacp”: i sindacati contro il ddl per la Agenzia unica regionale

No alla soppressione dei Iacp e alla creazione di una Agenzia Unica Regionale. Lo affermano in una nota congiunta, Cgil Sicilia, Sunia e Fp Cgil, esprimono la loro contrarietà al disegno di legge concentrato sulla creazione di una Agenzia unica regionale per la casa, al posto dei 10 Iacp. Un testo che, secondo il sindacato, si occupa degli aspetti di “governance” aziendale piuttosto che degli aspetti sociali, dell’utenza, e della questione abitativa in Sicilia.

Cgil, Sunia e Fp Cgil dicono no a “salti nel buio”, a una fretta che ha escluso le organizzazioni sindacali dal confronto, quando invece sul tema dell’emergenza abitativa serve un “dibattito più ampio possibile”. “Non è questo quello che chiedevamo, non è questo quello che serve – dicono i segretari generali di Sunia Sicilia Giusi Milazzo, Fp Cgil Sicilia Gaetano Agliozzo e Cgil Sicilia Alfio Mannino – Nonostante da anni il sindacato solleciti il governo regionale per affrontare il tema della politica abitativa in Sicilia, a partire dall’edilizia residenziale pubblica, strumento più idoneo a rispondere alle esigenze dei nuclei a basso reddito, non è stato aperto nessun tavolo di confronto e nei prossimi giorni il testo andrà in discussione in Parlamento. C’è una strana fretta, ma non ci sono riforme degne di questo nome senza un dibattito approfondito e un coinvolgimento vero e diffuso”.

La Cgil chiede una risposta diversa a un’emergenza che resta uno dei problemi principali della Sicilia: carenza di alloggi, degrado dei quartieri, caro affitti, dati drammatici che parlano di circa 9 mila famiglie siciliane che hanno subito uno sfratto nel 2018 e 25 mila nuclei familiari da anni in graduatoria in attesa dell’assegnazione di una casa popolare.

“La proposta del governo al contrario ha come interesse esclusivo quello della ridefinizione della governance degli Istituti, che verrebbero sciolti e sostituiti dalla Agenzia regionale per la casa sociale (Arcas) con natura giuridica di ente pubblico economico – spiegano Alfio Mannino, Gaetano Agliozzo e Giusi Milazzo – In una Regione in cui non è mai stata varata una riforma del sistema di gestione dell’edilizia residenziale pubblica, l’ambizione doveva essere di aprire un ampio confronto per delineare un nuovo modello di abitare sociale. Non una parola nel testo alla sostenibilità dei costi per l’utenza, al contrasto al disagio sociale e alla povertà”.

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