Nuovo decreto, gli spostamenti consentiti: sarà possibile anche rientrare dall’estero

Con il nuovo Dpcm annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ci saranno delle modifiche alla disciplina degli spostamenti, che però continueranno a essere ammessi solo per validi motivi e a prevedere lo strumento dell’autocertificazione. Uniche “aperture” sono quelle legate agli spostamenti mirati e necessari per incontrare congiunti e il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza che “è in ogni caso consentito” (quindi anche negli spostamenti tra Regioni e dall’estero).

Al comma 1 dell’articolo 1 del Dpcm si legge: “Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. E’ quanto prevede il comma 1 dell’articolo 1 del Dpcm.

RIENTRARE DALL’ESTERO (Art. 4 DPCM)

Nel rispetto dell’art. 1 (e quindi anche al fine di incontrare i congiunti o per rientrare nel proprio domicilio o residenza) sarà possibile anche rientrare dall’estero in Italia. Gli italiani che rientrano in patria, al momento dell’arrivo, dovranno comunicare i motivi del viaggio, l’indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di quarantena, il mezzo di trasporto privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa e il proprio recapito telefonico.

La consegna del modulo con le motivazioni del rientro in Italia va inoltre effettuata “all’atto dell’imbarco” sul trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre (si legge nel Dpcm): i vettori e gli armatori dovranno verificare prima dell’imbarco la documentazione di cui al comma 1 e misurare la temperatura dei singoli passeggeri; in presenza di stato febbrile l’imbarco non sarà consentito.

“Le persone fisiche che entrano in Italia, tramite mezzo privato, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per il luogo in cui si svolgerà il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora indicata nella medesima comunicazione. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati”, spiega ancora il testo all’articolo 4 che aggiunge: “ove non sia possibile raggiungere l’abitazione o la dimora, indicata come luogo di svolgimento del periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario, le persone fisiche sono tenute a comunicarlo all’Autorità sanitaria competente per territorio, la quale informa immediatamente la Protezione Civile Regionale che, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, determina le modalità e il luogo dove svolgere la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, con spese a carico esclusivo delle persone sottoposte alla predetta misura”.

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