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Il boss ucciso Francesco Calì, detto Frank.

Omicidio Calì, dissidi interni alla famiglia Gambino o nuova guerra di mafia?

L’omicidio di Francesco ‘Frank’ Calì, boss della famiglia Gambino, avvenuto mercoledì sera a New York, secondo il Washington Post, è avvenuto fuori di casa. Frank Calì sarebbe stato attirato fuori casa dallo schianto di un pickup sul suo SUV parcheggiato. Il boss e l’uomo che era a bordo del mezzo hanno parlato per circa un minuto e poi è cominciata la sparatoria. Calì ha provato a nascondersi sotto la Cadillac per evitare i proiettili ma è stato colpito sei volte e dichiarato morto in un ospedale di Staten Island. L’omicidio è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza.

Un evento simile non accadeva nella Grande Mela dagli anni 80 anche se, secondo gli esperti, le leggendarie ‘cinque famiglie’ (Bonanno, Colombo, Gambino, Genovese e Lucchese) “esistono” ancora e si occupano di estorsioni, usura e gioco d’azzardo.

Tuttavia, secondo J. Bruce Mouw, ex agente dell’FBI che per decenni ha guidato le indagini sull’ex capo della mafia John Gotti e sulla famiglia Gambino, le cinque famiglie non hanno il potere che hanno avuto negli anni 80 e nei primi anni 90: “I personaggi importanti e influenti sono finiti in prigione”, ha detto. Ciò grazie al fatto che il governo federale da 30 anni ha seriamente preso di mira il crimine organizzato, mettendo fuori combattimento non solo la leadership mafiosa esistente ma anche la generazione futura – i cosiddetti ‘soldati’ – che, altrimenti, avrebbe preso il posto dei predecessori.

Come detto, la morte di Calì è la prima uccisione di un boss della mafia dopo quella del capo della famiglia Gambino, Paul Castellano, avvenuta nel 1985. Un omicidio pianificato da John Gotti, ben più appariscente e ‘cinematografico’ rispetto a quello di Calì. Ma c’è un particolare su cui riflettere: di solito non si uccide un boss davanti casa, ovvero davanti alla sua famiglia, cosa che è invece successa nell’omicidio Calì.

Alla luce di ciò, William Bratton, ex commissario di polizia di New York, ha invitato gli investigatori a verificare se l’omicidio di Calì sia il risultato di tensioni interne nella famiglia Gambino oppure di un’azione “punitiva” da parte di un altro clan. “Se si tratta di un fatto esterno – ha detto Bratton – probabilmente c’è da aspettarsi altra violenza. Se i Gambino non dovessero reagire, sarebbe visto come una perdita di forza all’interno delle cinque famiglie”. È quello che dovranno capire i detective della sezione Omicidi di New York che stanno lavorando con gli agenti dell’Fbi accanto.

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