omicidio fragalà il pentito lombardo conferma le confidenze dei detenuti

Omicidio Fragalà, il pentito Lombardo conferma le “confidenze” dei detenuti

Processo per l’omicidio dell’avvocato Enzo Fragalà. Oggi in corte d’Assise è stato sentito in videoconferenza Francesco Lombardo, uno degli ultimi collaboratori di giustizia che è sottoposto al servizio di protezione

Lombardo, uomo della cosca di Altavilla Milicia, ha confermato quello che aveva già riferito ai pm Francesca Mazzocco e Bruno Brucoli, ricostruendo un giro di confidenze raccolte da altri imputati e da altri personaggi che incontrava durante l’ora d’aria oppure nelle camere di sicurezza del palazzo di giustizia. Ha riportato soprattutto una dichiarazione di Francesco Castronovo che da un lato avrebbe confessato di essere coinvolto nell’uccisione dell’imprenditore Vincenzo Urso, dall’altro ha reclamato la propria estraneità al delitto Fragalà indicando come autori Francesco Arcuri e gli altri imputati.

Da Giuseppe Liga, Lombardo avrebbe invece saputo che il mandante “morale” dell’agguato sarebbe Gregorio Di Giovanni, il “reuccio” di Porta Nuova indagato in uno stralcio del processo. Lombardo ha poi riferito le confidenze di altri personaggi non accusati del delitto Fragalà ma appartenenti allo stesso giro malavitoso degli imputati. Sono Pietro Liga, Diego Ciulla, Vincenzo Giudice, Giovanni Castello, Girolamo Ciresi zio dell’imputato Paolo Cocco. Alcuni avrebbero esercitato anche pressioni per attenuare le “chiacchiere” nei contatti in carcere.

Su richiesta della difesa, sono stati tutti citati dalla Corte per l’udienza del 18 aprile. Enzo Fragalà fu aggredito a bastonate il 23 febbraio 2010 e morì tre giorni dopo. Nelle intenzioni degli organizzatori doveva solo essere colpito ma l’aggressione dei sicari fu così violenta che diventò un omicidio.

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