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A sinistra Anthony Comello, arrestato per l'omicidio di Frank Calì (a destra).

Omicidio Frank Calì, arrestato un 24enne e (forse) la mafia non c’entra nulla

Non sarebbe stata la mafia a uccidere Francesco Calì, detto Frank, boss della famiglia Gambino, avvenuto mercoledì scorso – 13 marzo – a New York, negli Stati Uniti d’America.

Per l’omicidio, infatti, è stato arrestato in New Jersey il 24enne Anthony Comello e si indaga sulla possibilità che lo abbia fatto perché Calì non vedeva di buon occhio la relazione tra il ragazzo e una sua nipote.

Il boss, nato in Sicilia, è stato ucciso a colpi di pistola nei pressi di casa sua, dopo che un pickup si è schiantato contro il suo Suv parcheggiato. Si è pensato sin da subito che il suo assassinio fosse legato o a un regolamento interno alla famiglia o al primo atto dell’avvio di una nuova guerra di mafia sul territorio statunitense.

La Polizia, comunque, prosegue le indagini così da accertare che davvero Calì sia stato assassinato da Comello per un movente ‘familiare’ oppure per qualsiasi altra ragione.

Negli Stati Uniti d’America non accadeva dal 1985 che un boss venisse ucciso, ovvero da quando fu fatto fuori Paul Castellano mentre usciva da una limousine nera a Manhattan per recarsi in una steakhouse. Ad organizzare il tutto fu il predecessore di Calì, il famoso John Gotti.

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