Omicidio Nepa, doveva essere una rapina ma finì in tragedia: tre giovani confessano al Gip

Ormai il caso è risolto. I carabinieri hanno fatto luce sull’omicidio di Mike Nepa, l’84enne ucciso durante una rapina a Terrasini, lo scorso 9 settembre.

Tre dei quattro giovani accusati dell’omicidio hanno risposto alle domande del Gip. Francesco Lo Piccolo, Gaspare Polizzi e Dario La Perna, arrestati nei giorni scorsi e sottoposti all’interrogatorio di garanzia, hanno ricostruito quanto accaduto, sostenendo che la morte dell’anziano sia stata accidentale e che l’obiettivo era quello di una rapina.

La vittima è deceduta per soffocamento: secondo gli inquirenti i rapinatori lo avrebbero legato al letto e gli avrebbero messo un asciugamano sul volto per non farlo gridare. Gaspare Polizzi, difeso dall’avvocato Umberto Seminara, ha ammesso di avere visto Nepa morire; Lo Piccolo, difeso dall’avvocato Paolo Grillo, ha raccontato di avere chiesto ai complici di togliere dal viso della vittima l’asciugamano e di essersi poi impossessato di 10mila euro nascosti in casa.

Le indagini sull’omicidio sono state condotte dai carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dai sostituti Giulia Beux e Luisa Bettiol. Un’inchiesta lunga che ha avuto una svolta dopo una soffiata. Per trovare le prove i militari hanno utilizzato intercettazioni e tabulati telefonici. A rendere più solide le accuse anche il lavoro dei militari del Ris di Messina nell’abitazione in cui è avvenuto il delitto.

Anche Dario La Perna, difeso dall’avvocato Giuseppe Brancato, ha risposto alle domande del giudice e avrebbe ammesso le sue responsabilità. L’unico ad essere rimasto in silenzio è stato Donald Cucchiara Di Leo, assistito dall’avvocato Umberto Coppola.

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