Open Arms, Toninelli: “Vadano in Spagna”. La ong: “Viaggio troppo lungo”

ORE 21.40 – Mentre Open Arms fa richiesta urgente di sbarcare a Lampedusa,  il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha affermato in serata che la Guardia Costiera italiana è a disposizione per accompagnare l’Ong verso il porto spagnolo di Algeciras: “Auspico che il comandante della nave non si opponga. Sarebbe del tutto incomprensibile. Un Paese che consente ad una Ong di issare la propria bandiera su una nave, poi non si può girare dall’altra parte. Grazie dunque alla Spagna per aver offerto un porto alla Open Arms, anche se con troppi giorni di ritardo”.

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Prosegue la fase di alta tensione a bordo della Open Arms e tra la Ong e il governo italiano: la nave catalana, che ha ancora 107 persone a bordo, resta infatti in stallo di fronte al porto di Lampedusa da 17 giorni e oggi ha detto no alla ipotesi di riprendere il mare e attraccare in Spagna, definendo la situazione ormai “insostenibile”.

Il governo spagnolo e il suo primo ministro Sanchez avevano infatti offerto la possibilità di sbarcare nel porto di Algeciras, ma la Ong ha comunicato di non potere procedere a tale soluzione a causa dei rischi per la sicurezza: “Non abbiamo rifiutato l’offerta della Spagna, solo fatto presente che dopo 17 giorni in mare con 107 persone stremate e la situazione di emergenza a bordo non siamo in grado di affrontare 7 giorni di mare”. E Laura Lanuza, direttore della comunicazione della ong Open Arms, in una dichiarazione all’Ap, ribadisce: “Non accettiamo la Spagna come porto, non possiamo mettere a rischio la sicurezza di tutte queste persone, devono essere sbarcati subito”.

Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, invece contrattacca, sostenendo che sia la Ong a “tenere in ostaggio” i migranti a bordo: “La Ong spagnola rifiuta il porto offerto dalla Spagna! Incredibile e inaccettabile, organizzano crociere turistiche e decidono loro dove sbarcare??? Io non mollo, l’Italia non è più il campo profughi d’Europa”, scrive su Twitter.

La tensione a bordo intanto resta alta: dall’ispezione a bordo disposta dalla Procura di Agrigento, non sarebbero emerse particolari criticità igienico-sanitarie da far scattare l’emergenza, ma cinque naufraghi si sono lanciati in acqua con addosso giubbotti-salvagente nel tentativo di raggiungere a nuoto la costa di Lampedusa, prima di essere recuperati.

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