Palermo, il monopolio delle scommesse in mano alla mafia: confisca di beni da 6 milioni

La polizia ha confiscato un’ingente patrimonio all’imprenditore nel settore giochi e scommesse online Benedetto “Ninì” Bacchi, classe ’72. Nello specifico si tratta di 10 beni immobili, 7 società operanti nel settore edile e in quelle dei giochi e scommesse, delle quali alcune ubicate a Malta, n. 4 veicoli, n. 6 rapporti finanziari, n. 1 quota societaria e diritti di credito pari ad € 300.000,00 di una impresa operante a Terni.

Il valore complessivo è di circa 6.000.000 di euro. L’uomo si sarebbe avvalso dei rapporti con Cosa Nostra, da quanto emerso dall’operazione denominata “Game Over”, per muovere soldi che sfuggono al controllo legale e fiscale. Una delle più cospicue fonti di reddito degli ultimi anni per la stessa associazione criminale.

Grazie al supporto di Francesco Nania (classe 1969), appartenente alla famiglia di Partinico, e dei clan di San Lorenzo, Resuttana, Porta Nuova, Noce e Brancaccio, l’imprenditore è riuscito ad aggiudicarsi il mercato incontrastato del gioco sul territorio palermitano: un circuito di scommesse e giochi online in grado di competere con i più importanti marchi nazionali.

Una concorrenza sbaragliata grazie all’aiuto di Cosa Nostra che consentiva di riciclare e occultare proventi di attività illegali. Bacchi e altri altri soggetti sono indagati, a vario titolo, per i reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso, riciclaggio e associazione per delinquere finalizzata alla produzione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Bacchi è stato inoltre condannato a 18 anni di reclusione per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso e per i reati, anche questi aggravati dalla predetta circostanza, di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse, truffa aggravata, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Gli è stata, inoltre, applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di tre anni.

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