Operazioni finanziarie sospette, Sicilia all’ottavo posto ma le segnalazioni aumentano

Sono state rese note le nuove rilevazioni sulle operazioni finanziarie sospettate di essere riconducibili a riciclaggio, finanziamento del terrorismo e ad altre attività illecite.

Il dato è stato fornito dall‘Unità di informazione finanziaria per l’Italia, organismo istituito nel 2007 presso la Banca d’Italia in posizione di indipendenza e autonomia funzionale rispetto alla stessa e operativo dal 2008 al posto dell’Ufficio italiano dei cambi nel ruolo di autorità centrale antiriciclaggio con l’obiettivo di affiancare all’attività di monitoraggio principalmente investigativa, un’attività indipendente di controllo a carattere finanziario, essa stessa prestata alla logica di prevenzione di fenomeni di criminalità molto incisivi sul tessuto economico e sociale.

È in quest’ottica che si svolge la raccolta e analisi delle segnalazioni provenienti dagli operatori economici obbligati ed elaborate attraverso attività di analisi strategica volta all’individuazione e valutazione di fenomeni, tendenze, prassi operative e punti di debolezza del sistema. La UIF effettua altresì analisi e studi su singole anomalie, su settori dell’economia ritenuti a rischio, su categorie di strumenti di pagamento e su realtà economiche territoriali”.

In particolare, oggetto delle segnalazioni devono essere quelle operazioni per le quali gli operatori economici coinvolti sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa”.

Nel 2018 in Italia sono state acquisite complessivamente 98.030 segnalazioni di operazioni sospette, il 4,5% in più rispetto al 2017, aumento che troverebbe giustificazione nella più diffusa collaborazione e partecipazione al sistema delle segnalazioni degli operatori commerciali non bancari e non finanziari, quali, ad esempio, i prestatori di giochi e scommesse. Secondo i “Quaderni dell’antiriciclaggio”, nel secondo semestre del 2018 l’incidenza del comparto finanziario non bancario è aumentato dal 14,3 al 18,6% e quella del comparto non finanziario dal 10,4 al 12,2%. I provvedimenti di sospensione di operazioni sospette sono stati, nello stesso anno, ben 23 per un valore di complessivi 5,6 milioni di euro.

La raccolta effettuata viene elaborata dall’UIF e trasmessa con cadenza annuale in un Rapporto al Ministro dell’economia e delle finanze, contenente la Relazione presentata al Parlamento sullo stato dell’azione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, unitamente a una relazione della Banca d’Italia in merito ai mezzi finanziari e alle risorse attribuite all’Unità stessa.

Dalla lettura dei dati si vede che in Sicilia c’è un considerevole aumento delle segnalazioni: il 17% in più rispetto al 2017. Nella classifica complessiva, la Sicilia si colloca all’ottavo posto. Sono, infatti, 5.857 quelle pervenute in Sicilia nel 2018, il 6% del totale rilevato a livello nazionale, di cui oltre la metà proviene dalle province di Palermo e Catania, rispettivamente 850 e 604 segnalazioni, per un totale di 1.454. Al primo posto la Lombardia con 19.440 segnalazioni, seguita dalla Campania con 12.183 e dal Lazio con 9.545.

Sotto il profilo della ripartizione territoriale, in Sicilia si osserva un importante incremento – di poco inferiore a quello registrato in Campania (+21,5%) e in Toscana (+21%) – delle segnalazioni, esattamente del 20%, che passano così da 2.400 a 2.898 e riguardanti in maniera significativa operazioni finanziarie riconducibili a riciclaggio con un calo di quelle riguardanti potenziali conferimenti a in progetti a sfondo terroristico.

L’attività dell’UIF si arricchisce di un ulteriore eventuale passaggio: ricevute ed acquisite, infatti, informazioni riguardanti ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ne effettua l’analisi finanziaria e, su tali basi, ne valuta la rilevanza ai fini della trasmissione agli organi investigativi (il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, la Direzione investigativa antimafia o ogni altra Autorità Giudiziaria) su richiesta dei quali l’Unità ha anche il potere di sospendere le operazioni sospette per un massimo di cinque giorni lavorativi. Ad integrazione, essa può disporre ispezioni o acquisire ulteriori informazioni presso i soggetti obbligati, comunque, protetti da garanzie di riservatezza e anonimato in ogni momento dell’iter.

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