Orlando a Salvini su Facebook: “Come si cambia… per un like”

Leoluca Orlando ora la butta anche sulla coerenza. Sì, perché ha condiviso sulla sua pagina Facebook lo screenshot di una notizia pubblicata da IlGiornale.it nel maggio 2016 dal titolo: “Nozze gay, Salvini ai sindaci: ‘Disobbedite, non celebratele'”.

Come didascalia al post, il sindaco di Palermo ha scritto: “Come si cambia, per un… like! La differenza fra dire e fare, la differenza fra rispettare la Costituzione tramite la legge e fare vuoti proclami, è che io stesso mi rivolgerò al Giudice Civile per sollevare la questione della incostituzionalità di una parte del Decreto Sicurezza. Non è questione di diritti dei migranti o di porte aperte a tutti, è una questione di diritti umani e civili per tutti, è questione di rispetto della Legge costituzionale che è garanzia per tutti i cittadini, italiani e non. Oggi si comincia coi migranti e domani si prosegue con gli altri. I regimi, tutti i regimi della storia hanno sempre avuto inizio con una legge razziale disumana spacciata per legge sulla sicurezza”.

FIGUCCIA (UDC): “GARA A CHI STRUMENTALIZZA DI PIÙ” – Sulla vicenda è intervenuto anche, tra gli altri, il deputato dell’UDC all’ARS Vincenzo Figuccia: “È accaduto quanto temevo. Salvini da una parte, Orlando dall’altra, è una gara a chi strumentalizza di più su un tema di grande delicatezza. Da una parte Salvini nel ruolo di ministro che finalmente comprende che non tutto può essere risolto con gli annunci da campagna elettorale che avrebbero portato all’eliminazione del problema con rimpatri forzati in tutti i paesi di provenienza. Ma dall’altra Orlando che continua col suo modo goffo e ingombrante a straripare sulla scena di uno spettacolo che di fatto, non lo riconosce più tra i suoi attori. Il protagonista di una scena che lo vede ormai superato, un uomo che cerca di distrarre le masse, puntando non più sui temi della ordinarietà, della quotidianità, della gestione dell’amministrazione di una città com’è chiamato a fare in questo suo quinto mandato. Un sindaco che si inventa invece il modo per riempire le pagine dei giornali, distraendo a suo avviso, i siciliani delle vere criticità di una città sommersa tra rifiuti, mobilità disintegrata e criticità di ogni genere”.

“E se questa città si trova in tali condizioni lo dobbiamo anche a lui – ha aggiunto Figuccia – Mi piacerebbe vedere affrontati questi temi con maggiore maturità da due profili istituzionali così importanti: un Ministro dell’Interno ed un sindaco della più grande area metropolitana della Sicilia che si trova al centro del Mediterraneo, crocevia dei popoli ma chiamata ad affrontare un’emergenza umanitaria senza precedenti destinata a crescere. La Sicilia è sempre stata terra di accoglienza, ma il rischio è quello che ci si trovi ora, è vedere contrapporre due mondi, peraltro in vista delle prossime consultazioni elettorali, che anziché affrontare i problemi per risolverli, li ingigantiscono strumentalmente agli occhi dell’opinione pubblica, facendo quel gioco che la peggiore politica mette in scena per creare false leadership e costruire consenso artificioso. Quello di creare un nemico comune da offrire alla piazza per generare rabbia e fazioni. Si apre così il triste sipario per la campagna elettorale delle europee. Non è questa la politica che sogno per la mia terra”.

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