Padre Sorge: “I cattolici stiano con chi salva le vite. Porti chiusi disumani come le leggi razziali” 

Dopo l’omelia dell’arcivescovo metropolita di Agrigento, Francesco Montenegro, nel quale ha ricordato che “un buon cristiano non può non accogliere i forestieri”, anche Padre Bartolomeo Sorge invita i cattolici a “stare dalla parte di chi salva le vite”. In un’intervista al quotidiano “La Repubblica” spiega che il “naturale” consenso di Salvini “verrà prima o poi smascherato”.

Gesuita, ex direttore di Civiltà cattolica, negli Anni Ottanta tra gli animatori della Primavera di Palermo contro la mafia, Padre Bartolomeo Sorge, spiega: “Come le leggi razziali promulgate dal regime fascista nel 1938 furono accolte, anche nella Chiesa, da un clima di indifferenza collettiva salvo poi anni dopo tutti prenderne le distanze, così anche il decreto Sicurezza bis e questa politica di chiusure dei porti, apprezzati da una parte del Paese, e da alcuni credenti, mostreranno in futuro la propria disumanità. È così che vanno le cose. Le leggi non sono tutte sbagliate. Così anche le ideologie. Il Sicurezza Bis ha una parte di verità: nasce dalla paura della gente che pensa che il proprio Paese venga invaso. Non è così, ma la paura è comprensibile. La furbizia di Salvini – prosegue – è di assolutizzare questa parte di verità a discapito del fatto che nel complesso si tratta di misure disumane. Come le leggi razziali dimostrano, parte del Paese non riesce ad andare in profondità e si ferma a questa assolutizzazione”.

Infine Padre Sorge definisce “eroico” il comportamento della ‘capitana’ della Sea Watch, Carola Rackete e ne spiega il motivo: “Di fronte a leggi disumane c’è sempre qualcuno che ascolta la voce della sua coscienza e si ribella, e spesso è costretto a farlo da solo. Questa voce non può essere repressa da nessun dittatore. Va sempre controcorrente e porta a compiere atti di eroismo. La povera Carola ha fatto un atto di eroismo mettendosi contro tutti e smascherando l’errore complessivo della legge”.

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