Palermo, ancora “sorprese” dagli scavi in via Roma: nuove scoperte archeologiche

Gli scavi che si stanno svolgendo in via Roma, a Palermo, e che riguardano la rete fognaria del centro storico, continuano a regalare “sorpresearcheologiche, grazie anche alla sorveglianza della Soprintendenza dei Beni culturali. Sono state molte le scoperte che riferiscono testimonianze relative a diversi periodi storici.

Nel tratto fra l’Hotel delle Palme e la Chiesa anglicana, all’altezza della via Mariano Stabile, è stato intercettato un canale di gronda che ha portato in luce un tratto della rete cuniculare sotterranea realizzata per lo smaltimento delle acque bianche (periodo che va dal XVIII al XIX secolo). In via Mariano Stabile sono stati scoperti manufatti realizzati con filari di blocchi di calcarenite, aggregati con malta di calce e sabbia e copertura con volta a tutto sesto. Quasi all’incrocio con via Cavour, inoltre, lungo il lato est di via Roma è stato messo in luce un pavimento con piastrelle in cotto (25×25 cm) ad una profondità di circa 60 cm dal piano stradale.

Il sottosuolo della Sicilia è uno scrigno immenso di testimonianze storico-culturali – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà -. Il ritrovamento di un pavimento sigillato, a soli sessanta centimentri di profondità, su una strada battuta come la centralissima via Roma a Palermo, è emblematico di quale sia il potenziale della Sicilia”.

“L’importanza di questo ritrovamento – dice Giuseppina Battaglia, l’archeologa della Soprintendenza di Palermo che sta seguendo gli scavi – consiste nel fatto che il pavimento in cotto sigilla tutta la stratigrafia sottostante motivo per cui si stanno effettuando saggi di approfondimento che ci aiutino a comprendere meglio la trasformazione del luogo”.

“Da una primissima analisi dei materiali provenienti dagli strati sigillati – dice la Soprintendente di Palermo, Selima Giuliano – possiamo affermare che vi fu una prima fase di frequentazione in età islamica, una seconda fase databile alla seconda metà del XV e una terza fase, rappresentata dal pavimento, che si colloca fra il XVIII e il XIX secolo. Si tratta di importanti tasselli, rinvenuti grazie all’attività di vigilanza costantemente effettuata dalla Soprintendenza, che ci aiutano a ricostruire sempre meglio lo sviluppo storico-urbanistico della di Palermo”.

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