Palermo, arredi di Palazzo Magnisi bruciati in una vampa di San Giuseppe

Ancora una volta è stato vandalizzato il Palazzo Magnisi, a Palermo. È stato il consigliere comunale, Ottavio Zacco, a denunciare l’accaduto: “Mi arriva notizia che Palazzo Magnisi è stato vandalizzato nuovamente. Addirittura hanno fatto il falò di San Giuseppe con le scrivanie”.

I Carabinieri stanno indagando sull’episodio. Nel tardo pomeriggio di giorno 18 marzo, qualcuno è entrato e ha messo a soqquadro gli uffici e portato via i mobili utilizzati per i roghi. I Vigili del Fuoco sono intervenuti nei pressi del palazzo per spegnere il rogo.

“Vandalizzare e devastare l’ufficio che dà assistenza alle famiglie indigenti non solo è indegno – continua il consigliere – ma è un segnale molto preoccupante e non solo per la prima circoscrizione ma per l’intera città. Esprimo la mia vicinanza ai lavoratori dei servizi sociali che sono giornalmente in frontiera, nonostante la pandemia. Difendiamo questa città dall’ignoranza, dalla prepotenza, dell’arroganza, dall’inciviltà“.

“A fare le spese di questa selvaggia inciviltà – afferma il sindaco Leoluca Orlando – saranno le famiglie fragili del quartiere e del centro storico, a conferma del fatto che le prime vittime dell’illegalità sono sempre i più bisognosi“.

È un fatto gravissimo – dichiara l’assessore Giuseppe Mattina – un attacco diretto ai lavoratori del Servizio sociale e a tutti i dipendenti impegnati nell’assistenza alle famiglie e alle persone più fragili e bisognose. Un lavoro di assistenza che adesso sarà fortemente rallentato, se non azzerato del tutto per alcune famiglie, a seguito della distruzione dei documenti”.

“Il grave atto vandalico ai danni degli uffici comunali di Palazzo Magnisi rappresenta un attacco a tutti i palermitani: ignoti hanno dato alle fiamme arredi e documenti del Settore Attività sociali mettendo a rischio un lavoro svolto quotidianamente, specie durante la pandemia, a vantaggio delle fasce più deboli della popolazione. Un atto ingiustificabile che rallenta le attività degli uffici, ma che soprattutto fiacca il morale di tanti lavoratori che con abnegazione si mettono al servizio della propria città per aiutare chi sta peggio”, affermano Nicolò Scaglione e Giovanni Paternostro del Csa-Cisal.

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