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Palermo, assunzioni “finte” per ottenere rimborsi: sequestro per due consiglieri comunali

Due consiglieri comunali di Palermo, Giovanni Geloso e Mimmo Russo, avrebbero simulato una fittizia assunzione in aziende “amiche” allo scopo di ottenere dal Comune i rimborsi, previsti appositamente da una legge regionale per i giorni di assenza dal servizio.

La Guardia di Finanza ha eseguito un decreto con il quale il gip del Tribunale di Palermo ha disposto il sequestro, anche per equivalente, fino a 200 mila euro nei confronti dei due politici e dei rispettivi “datori di lavoro”, Antonia Geloso (sorella di Giovanni) e Daniela Indelicato. Le accuse a vario titolo sono truffa ai danni dello Stato e falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico.

Russo, attuale consigliere comunale, è stato eletto nella lista Palermo 2022 ed è poi passato nel gruppo consiliare di Fratelli d’Italia; è membro della seconda Commissione “Urbanistica e Lavori Pubblici”; Geloso a Palazzo delle Aquile era entrato con l’Mpa poi è passato prima con Amo Palermo di Marianna Caronia per approdare infine al Pd: due anni fa non venne rieletto.

Giovanni Geloso e Mimmo Russo avrebbero quindi simulato rapporti di lavoro dipendente, successivo alla elezione a Palazzo delle Aquile, aiutati dai titolari di aziende compiacenti e senza mai avere effettivamente svolto il lavoro in azienda. La somma indebitamente percepita quale rimborso ammonta a circa 60 mila euro per Giovanni Geloso e a quasi 136 mila euro per Mimmo Russo nel periodo di riferimento ottobre 2013 – settembre 2015.

La Guardia di Finanza ha acquisito documenti presso le società e il Comune e ha svolto accertamenti bancari. Sono stati sentiti anche i dipendenti delle società dove avrebbero prestato servizio i due consiglieri. Secondo i finanzieri è emerso “il sistematico ricorso a documentazione e attestazioni fittizie al fine di truffare il Comune di Palermo”.

Per quanto riguarda Giovanni Geloso era stato assunto a gennaio 2015 con contratto a tempo indeterminato dalla S.E.T. Sistemi Elettrici Tecnologici srl (amministrata da sua sorella,) e, a fronte di tale rapporto di impiego, la Set. srl aveva richiesto al Comune di Palermo (e poi ottenuto) il rimborso di circa 60 mila euro. I dipendenti effettivi della società, sentiti dai finanzieri hanno riferito
che il consigliere comunale non ha mai lavorato per la Set srl.

Mimmo Russo risultava essere dipendente di due associazioni (la Fenalca Interprovinciale Sicilia da luglio 2012 e l’Ampi Interprovinciale di Palermo a partire da ottobre 2013), entrambe amministrate da Daniela Indelicato e, a fronte del rapporto d’impiego con la sola Ampi, il Comune di Palermo aveva erogato rimborsi per circa 136 mila euro. Secondo l’accusa “anche in questo caso le dichiarazioni dei dipendenti reali dell’Ampi sono state fondamentali per accertare che in realtà Mimmo Russo non ha mai lavorato per l’associazione”.

 

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