Xi Jinping Palermo, la visita in diretta

Palermo blindata per Xi Jinping, Orlando: “Città pronta ad accoglierlo”. Musumeci

Dietro l’arrivo del presidente cinese Xi Jinping (e la sua delegazione di 500 persone), che domani pomeriggio atterrerà a Palermo per una visita lampo, c’è stato un lungo lavoro di preparazione con l’ambasciatore cinese a Roma.

Il capoluogo siciliano è stato scelto anche in omaggio al Presidente della Repubblica, il palermitano Sergio Mattarella. “E la città – sottolinea il Sindaco Leoluca Orlando – è pronta ad accogliere Xi Jinping offrendo la sua peculiarità di grande capitale del Mediterraneo, crocevia e snodo di culture diverse”.

A cominciare dalla mostra China Art Now, curata da Giacomo Fanale in collaborazione con il commissario estero della Biennale di Pechino Vincenzo Sanfo, inaugurata oggi a Palazzo Sant’Elia dallo stesso Orlando.

“Ho presentato Palermo con le sue magnifiche potenzialità e con le sue criticità – ha detto il sindaco – dall’area industriale di Termini Imerese all’Italtel di Carini che già opera in Cina, dove in questi anni è molto cresciuto l’export siciliano”. Ma il sindaco ha tenuto a precisare: “Non siamo in svendita. Accoglieremo contenuti che rispettino la nostra identità. Se ci saranno proposte quindi verranno esaminateavendo presente la storia e la cultura di Palermo e dei suoi abitanti”.

MUSUMECI: “VISTA XI JINPING OPPORTUNITÀ DI CRESCITA” – Contento della visita anche il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci: “L’avere il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping scelto la nostra Isola come unica Regione italiana da visitare, a margine del vertice romano, è per noi siciliani motivo di orgoglio. Un desiderio, questo, che già mi aveva anticipato, seppur riservatamente, l’ambasciatore della Cina in Italia Li Ruiyu, nel corso della visita a Palazzo d’Orleans dello scorso febbraio. E già in quell’occasione chiesi al diplomatico di far conoscere al presidente il mio apprezzamento per questa scelta”.
“Sotto il mio Governo -ha aggiunto Musumeci – sono stati avviati e consolidati, sul fronte turistico e dell’export agroalimentare, interessanti rapporti con operatori del Paese asiatico. E non è un mistero che, in autunno, potrà essere inaugurata una tratta aerea diretta tra la nostra Isola e Pechino. Dal cordiale e lungo colloquio avuto con l’ambasciatore è emerso l’interesse e la curiosità che i cinesi hanno verso la Sicilia. Lo confermano i dati dei flussi di arrivi e presenze degli ultimi anni”.
“La potenza economica asiatica per noi – ha continuato ancora il presidente della Regione – rappresenta anche una grande opportunità di crescita. E continuiamo a lavorare in questa direzione. Quanto alla possibilità di avere un ruolo nella cosiddetta ‘Via della seta’, dipenderà essenzialmente dai contenuti del memorandun Italia-Cina. Non si può solo sperare di essere coinvolti se per cinque anni nulla è stato fatto per rendere la Sicilia candidata credibile, al cospetto delle autorità cinesi, sul piano delle infrastrutture. Gli appuntamenti importanti non si aspettano, ma si costruiscono. La visita di Xi Jinping in Sicilia, oggi, potrebbe aprire un nuovo capitolo anche nei rapporti siculo-cinesi: il mio Governo farà di tutto perché ciò avvenga, spero con la condivisione del Governo nazionale”.

PALERMO BLINDATA – Domani la città sarà blindata. Sono stati istituiti una serie di divieti di sosta già a partire dalle 7 del mattino di ieri fino alle 14 di domenica nei pressi dell’hotel Villa Igiea, nei quartieri Acquasanta e Arenella, nella zona di Mondello, nella aree che si trovano nei pressi di palazzo dei Normanni e degli hotel Astoria e San Paolo Palace dove sarà alloggiata una parte della delegazione cinese. È stato predisposto anche il servizio rimozione con autogrù, garantito anche il prelievo di scooter e moto.

LA PROTESTA DI AMNESTY INTERNATIONAL – Ad ‘accogliere’ Xi Jinping ci sarà anche Amnesty International che, lungo il percorso dell’ospite cinese, mostrerà cartelli in inglese per chiedere il rilascio di tutte le persone detenute nei campi di concentramento di massa e per dire basta alle violazioni dei diritti umani contro le minranze etniche, specialmente uiguri e tibetani. Ci saranno anche altri cargtelli per chiedere la liberazione di sei cinesi detenuti.

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