Palermo calcio, Mirri rinuncia all’opzione d’acquisto. Oggi nuovo round in Cassazione

Nuovo capitolo delle vicende societarie del Palermo calcio. Il club calcistico di Viale del Fante registra infatti la rinuncia da parte della famiglia Mirri a esercitare l’opzione d’acquisto sul 100% delle quote societarie (per le quali era stata sondata anche la disponibilità di una cordata di imprenditori vicini a Enrico Preziosi), a pochi giorni dalla scadenza relativa agli stipendi con il rischio di una penalizzazione nel campionato di Serie B.

Nella loro nota, Daniele e Dario Mirri (titolari della Damir, che ha garantito il pagamento di due mesi di stipendi ai tesserati lo scorso febbraio) affermano: “Si è cercato, con passione e dedizione, a prezzo di grandi sacrifici personali e familiari, di trovare soluzioni credibili e affidabili, ma nessuna delle proposte vagliate in queste settimane – anche quelle di coloro che avevano fin dall’inizio assicurato la loro intenzione di comprare – avrebbe realisticamente potuto garantire le certezze che i tifosi del Palermo meritano”.

Poi un messaggio di ringraziamento ai tifosi e a chi ha sostenuto la loro iniziativa: “Rimane la gioia, da tifosi, di aver aiutato la nostra squadra in un momento cruciale del campionato, insieme alla consapevolezza, da cittadini, di aver con senso civico speso tutte le nostre energie per costruire il Palermo del futuro sui valori della lealtà e della trasparenza”.  La palla passa di nuovo dunque a Daniela De Angeli e Rino Foschi, che però nel frattempo ostentano ottimismo e avrebbero individuato una soluzione alternativa almeno per quanto concerne il pagamento degli stipendi previsto entro il 18 marzo.

Il tutto mentre però il club rosanero resta con il fiato sospeso anche sul fronte giudiziario: oggi infatti la Cassazione discuterà il ricorso della Procura di Palermo per l’ottenimento di un sequestro preventivo da 50 milioni nell’ambito dell’inchiesta condotta su Maurizio Zamparini (ora ai domiciliari) e i bilanci della società. Visto che i primi due ricorsi discussi lo scorso gennaio (per complessivi 1,2 milioni) sono stati già dichiarati inammissibili, la posizione del Palermo calcio sembra alleggerita ma in caso di accoglimento i rosanero rischierebbero concretamente la paralisi societaria, anche per quanto concerne l’interesse di nuovi acquirenti.

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