RESET Palermo

Palermo, dipendenti della Reset in ferie forzate da gennaio: “Il Comune corra ai ripari”

Il personale della Reset, la società comunale che si occupa di manutenzioni e gestione di alcuni servizi a Palermo, dal 3 gennaio sarà posto in ferie forzate finché non verrà sottoscritto il nuovo contratto di servizio per il 2022.

Il segretario della Cisal Palermo Gianluca Colombino ed Ernesto Greco della Fiadel-Cisal, dicono in merito: “Dal primo gennaio la Reset non avrà più un contratto col comune di Palermo e da lunedì 3 gennaio tutti i 1.270 dipendenti saranno posti in ferie forzate, a parte un piccolo contingente di custodi nei cimiteri e di addetti al canile. Un disastro purtroppo ampiamente annunciato e che va assolutamente evitato: chiediamo al sindaco Leoluca Orlando di firmare il rinnovo del contratto evitando che la città rimanga senza servizi, in primis nei cimiteri in cui si bloccheranno le tumulazioni”.

“La Reset, a differenza delle altre partecipate, ha un contratto annuale che va rinnovato ogni 12 mesi – continuano i sindacalisti – ma quello vigente scadrà venerdì prossimo e il Comune ha già detto di non poterlo rinnovare entro l’anno. La conseguenza è che i dipendenti saranno posti in ferie forzate, non saranno assicurati i turni di sabato 1 e domenica 2 gennaio e le uniche eccezioni saranno i custodi dei cimiteri e dei canili, oltre al personale addetto alla somministrazione degli alimenti agli animali. I lavoratori e la città non meritano questo trattamento”.

Concetta Amella, consigliere comunale del gruppo M5S, commenta così la vicenda: “La delicata situazione in cui versa la Reset è uno degli aspetti più mortificanti dell’andamento di questa Amministrazione. In gioco c’è il futuro di 1.700 dipendenti e delle loro famiglie vincolati dal paradosso della disponibilità delle somme necessarie alla prosecuzione dei servizi di questa Partecipata ferme per la ancora mancata approvazione del bilancio di previsione. Tutto ciò è particolarmente preoccupante perché non si può giocare con la dignità dei dipendenti, in attesa del rinnovo contrattuale, e la serenità delle loro famiglie”.

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