Palermo, donna operata alla gamba sbagliata: medico condannato per falso

La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a un anno (pena sospesa) per l’allora primario del reparto di Ortopedia dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, Claudio Castellano, accusato di falso per il caso di una donna operata alla gamba sbagliata e ritrovatasi dopo una frattura con una protesi anche sulla gamba sana. A riportare la notizia è il Giornale di Sicilia.

I fatti risalgono al settembre 2012: la donna, Mattea Giovanna Mancuso (70 anni), era già malata di tumore e il 19 settembre si fratturò il femore destro per una caduta mentre stava andando in bagno, ma il 21 settembre, dopo un intervento nel reparto di ortopedia, si ritrovò con due protesi: una per ciascuna gamba, anche quella sana. La donna è poi morta il mese successivo a causa del cancro.

Castellano (secondo l’accusa) per nascondere il fatto di essere intervenuti inizialmente sulla gamba sbagliata e aver tentato di rimediare in corsa, avrebbe taroccato la cartella clinica della paziente. I giudici (come in primo grado) hanno confermato il diritto al risarcimento dell’azienda Villa Sofia-Cervello, mentre la famiglia Mancuso è già stata risarcita per i danni dallo stesso ospedale. L’inchiesta, partita da una denuncia anonima, era stata coordinata dal sostituto Gianluca De Leo.

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