Palermo, “furbetti” del cartellino all’ospedale Civico: indagati nove dipendenti

Nove “furbetti” del cartellino sono stati scoperti dai Carabinieri all’ospedale Civico di Palermo. Per otto di loro sono stati emessi dal Gip misure cautelari e uno è indagato a piede libero. Gli operatori sanitari finiti nell’inchiesta, coordinata dalla procura, sono accusati a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso.

Le indagini sono state condotte attraverso l’osservazione di video, pedinamenti e acquisizione di documenti da cui emergerebbe la responsabilità dei nove indagati che in alcuni casi si sarebbero allontanati dall’ospedale pur risultando in orario di lavoro o si sarebbero intrattenuti nelle immediate adiacenze della struttura per un lasso temporale non giustificabile. In un unico caso un indagato avrebbe passato il badge di un collega per farlo risultare in servizio.

Per tre dipendenti è scattata la sospensione dal pubblico ufficio per dodici mesi. Per cinque ex Pip, inseriti nei piani di occupazione regionale, l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Uno è a piede libero.

Il tenente colonnello Angelo Pitocco, comandante Gruppo Carabinieri Palermo, ha dichiarato: “Una prassi illecita che, anche se nel caso in esame fa registrare percentuali di assenteismo minori rispetto ad altre indagini (in media l’assenza documentata è di circa 16/20 ore ad indagato rispetto alle ore lavorative previste, con un retribuzione media in difetto di circa 100/125€) rimane certamente grave per la ricaduta che ha in termini di compensi economici non dovuti versati dalla sanità pubblica e, soprattutto, per i disservizi e i disagi arrecati all’utenza e ai colleghi che, invece, rispettano rigorosamente l’orario e i doveri di servizio. Non è un caso, infatti, che l’attività abbia avuto inizio proprio dalla denuncia di un cittadino sconfortato e preoccupato per la salute di un proprio congiunto“.

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