Palermo, gas a un neonato al posto dell’ossigeno: due assoluzioni e una condanna

Due assoluzioni e una condanna con pena ridotta. E’ questo il verdetto emesso dalla corte d’appello di Palermo in merito al caso di un neonato, Andrea Vitale, che nel 2010 riportò danni cerebrali irreversibili per la somministrazione di azoto, invece che di ossigeno, presso il reparto Maternità del Policlinico.

I giudici hanno assolto in secondo grado il direttore del dipartimento materno-infantile del Policlinico, Enrico De Grazia e l’imprenditore Francesco Inguì, titolare della Sicilcryo srl di Marineo (l’azienda che nel 2010 effettuò i lavori sull’impianto di gas medicali del reparto); ridotta a un anno e mezzo invece la pena per il geometra e tecnico del Policlinico Aldo La Rosa, direttore dei lavori. Confermata invece la provvisionale immediatamente esecutiva di un milione e 200mila euro per la famiglia del bambino.

In primo grado i tre imputati era stati condannati dal giudice monocratico di Palermo per lesioni colpose gravissime: al neonato (in sofferenza dopo la nascita) doveva essere somministrato l’ossigeno, ma nel tubo dell’impianto appena rifatto e mai collaudato c’era invece protossido di azoto. La somministrazione durò 68 minuti e ha causato una paralisi cerebrale infantile. Il bambino, oggi, non parla, non cammina e necessita di assistenza continua.

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