Palermo, il Consiglio Comunale approva il Piano triennale Opere pubbliche

Il Consiglio Comunale di Palermo ha approvato il Piano triennale Opere pubbliche. Il sindaco Leoluca Orlando ha confermato che “si tratta di oltre 500 milioni di investimenti destinati a cambiare ulteriormente il volto della città”.

“Esprimo grande apprezzamento all’assessora Maria Prestigiacomo e alla struttura tecnica per l’ottimo lavoro svolto – dice Orlando – . L’approvazione, purtroppo con grande e ingiustificato ritardo, del Piano triennale delle opere pubbliche senza alcun emendamento – questo conferma la pretestuosità delle opposizioni in questi mesi che hanno danneggiato l’economia della città – conferma la visione di città da parte dell’amministrazione comunale e la concreta prospettiva per il futuro di Palermo”.

“Si tratta di oltre 500 milioni di investimenti destinati a cambiare ulteriormente il volto della città e a confermare un percorso di riqualificazione urbana dal più piccolo al più grande degli interventi: dagli asili nido nei quartieri Danisinni e Sperone alla realizzazione di altre linee di tram che interessano il centro città superando le distanze tra centro e periferia urbana, collegandosi alle quattro già in esercizio da cinque anni”, prosegue.

Marianna Caronia, consigliere comunale, commenta così il voto a Sala delle Lapidi: “Ancora un voltafaccia da parte di alcuni consiglieri comunali, che dopo aver votato per la bocciatura del Tram in via libertà oggi invece hanno votato a favore. Per pochi voti non siamo riusciti a far cancellare la linea A del tram, quella che se realizzata stravolgerà del tutto la fisionomia del centro cittadino, rendendo ancora più caotico il già pazzesco traffico. Ho sempre sostenuto che per Palermo serve una soluzione pratica, ecologica e sostenibile e non una imposizione ideologica come quella voluta dal duo Catania-Orlando. In centro serve una rete di bus elettrici ad impatto zero che si muovano in modo agile e veloce (e che costano molto meno del tram), mentre verso le periferie come Bonagia e lo ZEN è giusto che si realizzino le linee tramviarie. È una battaglia che proseguirò nel prossimo Consiglio comunale per una vera mobilità sostenibile nella nostra città”.

Franco Miceli, candidato sindaco per il centrosinistra, invece, afferma: “È un’ottima notizia per Palermo quella relativa all’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche. Il voto favorevole da parte dell’intera coalizione che mi sostiene è un segno importante di compattezza. Sono numerose le opere che adesso potranno essere portate avanti: la città si appresta a diventare più inclusiva, funzionale e moderna grazie a tutta una serie di interventi che, dal centro alle periferie, andranno a migliorare la qualità della vita di tutti e tutte incidendo anche nel settore turistico e ambientale: parlo per esempio dell’impatto sociale dei nuovi asili nido previsti in tanti quartieri, della mobilità sostenibile che si attiverà grazie ai collegamenti del tram e del rimboschimento di monte Pellegrino, ma non solo. Nel piano rientra il recupero di strutture che saranno spazi di importanza vitale per il tessuto sociale di Zen e Sperone”.

Il segretario generale Cgil Palermo, Mario Ridulfo, commenta così: “È un passo avanti, perché consente di mandare avanti l’iter di pubblicazione delle gare per alcune opere importanti per la riqualificazione della città ma non ancora sufficiente se non è accompagnato dall’approvazione del bilancio. Auspichiamo che possa essere emanato un provvedimento legislativo che consenta di spostare in avanti la data di approvazione del documento finanziario del Comune di Palermo”.

Il candidato sindaco di Palermo del centrodestra, Roberto Lagalla, afferma: “Sul Piano triennale delle opere pubbliche, varato oggi dal Consiglio comunale di Palermo, è mia intenzione verificare, per ogni singola opera, la reale fattibilità e l’effettiva utilità della città, in una logica di rigenerazione urbana e puntando sull’ecologia, la sostenibilità e la funzionalità. Insomma, farò a Palazzo delle Aquile quello che ho già fatto all’Università e negli assessorati regionali risolvendo, nel primo caso, una situazione debitoria molto problematica e, nel secondo caso, investendo al meglio tutti i fondi disponibili, senza obiezioni da parte degli organi revisori”.

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