Palermo, il “giallo” dell’acqua: è potabile e si può bere (ma la Procura apre un fascicolo)

La clamorosa “gaffe” comunicativa sull’acqua inquinata a Palermo sfocia in una inchiesta della Procura della Repubblica di Palermo guidata da Francesco lo Voi che ha aperto un fascicolo di “atti relativi”.

Si vorrà capire, dunque, se ci siano estremi di reato. Il caso (LEGGI QUI LA NOTIZIA) ha tenuto la città di Palermo con il fiato sospeso per l’ipotesi che dai rubinetti di quasi tutta la città scorresse acqua inquinata, non adatta al consumo umano. Un “ping pong” di analisi e notizie che rimbalzavano tra l’Amap, il Comune di Palermo e l’Asp che ha avuto l’effetto di una ordinanza firmata dal sindaco con la quale appunto si invitava i palermitani a non bere l’acqua e fare attenzione.

Una situazione che si è definitivamente risolta in serata con la conferma che le analisi hanno stabilito che l’acqua dei rubinetti era potabile.

Interviene anche Lillo Vizzini, responsabile di Federconsumatori Sicilia: “La gestione della comunicazione istituzionale in merito al presunto caso di non potabilità dell’acqua in buona parte del territorio di Palermo, alla quale abbiamo assistito nelle scorse ore, è sconcertante. A poco, dal punto di vista della comunicazione, è servito il via libera dell’Asp di Palermo all’uso dell’acqua, arrivato quasi a mezzanotte di ieri: questa mattina centinaia di migliaia di palermitani si sono svegliati non sapendo neanche se si potevano lavare i denti. E’ una vicenda paradossale che mette in luce la grande superficialità con la quale è stata gestita questa situazione. Siamo felici di sapere, dall’Asp e non dagli altri attori coinvolti in questa amara commedia, che oggi possiamo usare l’acqua anche per scopi alimentari. Ma avremmo gradito saperlo già ieri e da una sola, univoca, chiara e coerente comunicazione istituzionale”.

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