Palermo, la mafia nigeriana operava nel quartiere Ballarò: eseguiti 10 arresti

Palermo, la mafia nigeriana nel quartiere Ballarò: eseguiti 10 arresti / I NOMI

L’hanno chiamata Disconnection Zone: è l’ennesima operazione che la polizia ha portati avanti nei confronti della cosiddetta mafia nigeriana, sempre più radicata nel tessuto economico criminale cittadino (nella foto un dettaglio di una recente operazione analoga).

Su provvedimento della Procura Distrettuale Antimafia, gli agenti hanno eseguito un provvedimento di fermo a carico di dieci cittadini nigeriani. I nomi dei soggetti fermati a Palermo sono: Emeka Don, 30 anni, Igwe Eluchutwv, 25 anni, John Stephen, detto Ngonzi, 35 anni, Monday Okoro, 26 anni, Sandra Gyau, 35 anni, Jamal Rachid, 41 anni, ekeze Ikechukwu Blessing Ekeze, 33 anni, Sandra Ekinadoese, 24 anni. I primi due (Don e Eluchutwv) fanno parte dell’organizzazione Viking e rispondono di associazione mafiosa. Gli altri sei sono accusati di sfruttamento della prostituzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Con l’operazione di oggi gli investigatori hanno sgominato una cosca criminale cult, denominata “Viking”, ben strutturata su tutto il territorio nazionale, che aveva la sua base operativa nel rione palermitano di Ballarò, caratterizzata da una struttura gerarchicamente organizzata, con una forte capacità intimidatoria e attiva . Rodolfo Ruperti capo della squadra mobile afferma: “Questa operazione si colloca in una serie di attività investigative, coordinata dalla Dda, sull’operativa di cellule che operano con le stesse modalità della mafia. La cosca dei Viking negli ultimi mesi avevano ottenuto la supremazia dello spaccio e dello sfruttamento della prostituzione a Ballarò, ma era ben strutturata su tutto il territorio nazionale”.

Il reato contestato ai fermati è di associazione a delinquere di stampo mafioso, con la commissione di delitti contro la persona, soprattutto in occasione di scontri con i cult rivali per il controllo del territorio e la supremazia all’interno della comunità nigeriana. Le indagini hanno accertato, inoltre, la presenza di numerose case di prostituzione nel centro storico di Palermo, “connection house”, e registrato numerosi episodi di spaccio di stupefacenti.

In mattinata è arrivato anche il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Grazie alla Polizia di Stato e agli inquirenti! Nessuna tolleranza per i clan, da Nord a Sud. E carcere ed espulsioni per chi porta la guerra in casa nostra”.

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