Palermo, “Le Vie dei Tesori”: presentata l’edizione numero 15, si parte sabato 2 ottobre

Le Vie dei Tesori numero 15 a Palermo, dunque, dove tutto è cominciato: il festival che mette in rete il grande e il piccolo, il mare e il cielo, il giardino e la cappella, si appresta a varare il nuovo programma, al via da sabato prossimo e fino al 31 ottobre, per cinque weekend, in contemporanea a Catania; e, fino al 17 ottobre, anche a Sciacca, Ragusa e Scicli e per la prima volta Erice e Cefalù che ha preparato una piccola, ma densa edizione-gioiellodi quattro luoghi e due esperienze immersive.

Palermo 28/09/2021 ( FOTO PETYX PALERMO) Chiesa della Mazza

Sarà l’anno dei palazzi storici, tra fragili ceramiche, l’enfilade di sale, lampadari scintillanti e preziose collezioni che raccontano la Palermo sontuosa al centro d’Europa. E sarà l’anno degli spazi verdi, dei giardini nascosti, degli orti enormi e colmi di specie tropicali; delle raccolte universitarie. Sarà l’anno dei circoli e dei salotti che risuoneranno di musica, teatro e storie antiche; dei musei famosi che aprono collezioni segrete o laboratori di restauro. E dei luoghi, di quasi novanta luoghi e alcuni sono del tutto inediti, anche per chi questo festival lo ama e lo frequenta da tempo; si potranno scoprire grotte dal mare e sentire come “suona” il fiume Oreto; incontrare i fantasmi che hanno abitato i siti, o ascoltare un concerto da camera in una villa Liberty o partecipare a un’invasione di sassofoni tra le metope del Salinas.

“Le Vie dei Tesori è un momento di rigenerazione urbana – interviene il sindaco Leoluca Orlando – e lo era già prima della pandemia. Che ci ha insegnato che i beni culturali sono la nostra ricchezza. I numeri dei turisti sono tornati ad essere quelli del 2019, e lo dobbiamo anche a manifestazioni come queste. E’ marketing rigenerativo, straordinario”. Secondo Mario Zito, assessore alle CulturE, “In questo momento la città sta cantando, sta rinascendo, è un crogiolo di iniziative e di spazi che riaprono. E sono tutte frequentatissime”. E una sorpresa dell’ultimo minuto è stata annunciata da Padre Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi. “Apriremo anche la chiesa della Madonna della Mazza che ospiterà le opere di un artista contemporaneo: è chiusa da anni e non la conoscono i palermitani. Avviamo così una riflessione sull’attualità dell’intervento artistico sul patrimonio storico della città” annuncia.

Le Vie dei Tesori dunque, seconda tranche (anzi verrebbe da dire terza visto che quest’anno i Borghi dei Tesori hanno fatto da apripista con le loro 21 mila presenze a fine estate) che segue la prima parte del festival appena conclusa con un bellissimo successo di 34 mila visitatori nelle prime dodici città. “Ci siamo lasciati l’anno scorso con un’edizione ‘eroica’, oggi torniamo per ribadire ai cittadini che questi luoghi sono un collante sociale – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori -, un lievito, una chiave di sviluppo della comunità. E penso ai 250 ragazzi che, grazie all’Ufficio Scolastico Regionale e all’Università, faranno un’esperienza con noi accogliendo i visitatori; penso ai nostri collaboratori, penso ai volontari: tutti giovani che imparano ad amare la loro città, capiscono che ci sono grandi potenzialità e spesso decidono di non lasciarla, di restare e di progettare qui il proprio futuro”.

Cinque weekend, sempre sabato e domenica, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha tenuto accesa la luce, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120 mila visitatori in meno di due mesi, lontani dai numeri straordinari del 2019 (erano stati 404 mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro) ma che raccontavano una manifestazione viva, partecipata, e con la voglia di continuare a raccontare la bellezza.

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