Palermo, l’inarrestabile declino di via Roma: i “sopravvissuti” però sperano ancora

A Palermo, in via Roma (e non solo), continuano ad abbassarsi le saracinesche.

Tra poco toccherà ad ‘Hessian‘, nei pressi di piazza Domenico, dopo l’annuncio dell’avvio delle svendite, triste preludio alla chiusura.

E ciò nonostante il doppio senso di marcia: una crisi che è inversamente proporzionale alla rinascita di via Maqueda, pedonalizzata al 100% e ricca di nuovi negozi, soprattutto legati al settore del food. E, magari, sta proprio in questo il motivo del tracollo di via Roma, ovvero avere spostato il baricentro dell’attenzione commerciale a una strada e riducendo l’altra a una semplice arteria di transito (tra l’altro necessario) per le auto.

I commercanti rimasti, però, non ci stanno e hanno chiesto al Comune un fine settimana di ottobre in cui chiudere la strada al traffico con l’obiettivo di creare un evento che possa smuovere un po’ la situazione.

Come riportato sull’edizione odierna di Repubblica, infatti, Massimo Mangano, vicepresidente di Confesercenti, ha spiegato che “la richiesta partirà in settimana, chiederemo la pedonalizzazione per un fine settimana in modo da potere organizzare un evento che aiuti i negozi a risollevarsi”.

Soffermandosi sui motivi della crisi di via Roma, è anche un problema di parcheggi: “Nessuno viene a comprare dieci risme di carta se deve portarsele a piedi fino al parcheggio di piazza Cairoli”, fanno sapere dalla cartoleria Perna.

In attesa del 2023, cioè quando in via Roma ci sarà il tram e sarà pedonalizzata (questa è la promessa/speranza dell’assessore Giusto Catania, al netto di ritardi e degli ovvi disagi conseguenti all’avvento dei cantieri), intanto a Palermo si sta per registrare un’altra chiusura storica.

Dopo 19 anni, infatti, il prossimo 31 ottobre chiuderà la libreria Broadway di via Rosolino Pilo.

“È stata una decisione sofferta e dolorosa – hanno affermato le titolari, le sorelle Roberta e Simona Onorato – ma al contempo coraggiosa: il mercato librario negli ultimi anni si è trasformato e la sopravvivenza delle librerie indipendenti è ormai diventata impossibile”.

“Abbiamo tentato di resistere alle librerie colosso, agli ebook, ad Amazon, a una burocrazia sempre più farraginosa, alla vendita diretta degli editori che preferiscono scavalcare la mediazione della libreria e, non ultimo, alla triste realtà che la gente legge sempre meno. Tutto ciò – hanno spiegato – ha reso il nostro lavoro sempre più difficile e alla luce dei fatti impossibile. L’amara e cruda verità è che il libro non ha più bisogno di un luogo dedicato ad esso. Le librerie sono solo dei luoghi che appartengono al passato, hanno perso la loro identità e quindi non esistono più. Continuano ad esistere, anch’esse con enormi difficoltà, delle librerie che insieme al libro si vedono costrette per far quadrare i conti a commercializzare altro, sia esso un abito, un bracciale, una bottiglia di vino o chissà cos’altro”.

La libreria aveva affiancato al settore dello spettacolo – quello su cui ha puntato sin dall’inizio – un’ampia offerta per bambini e ragazzi e organizzato laboratori creativi dedicati ai più piccoli, “ma non è bastato”, dicono le titolari. Il 27 e 28 settembre ci saranno due serate dedicate ai lettori “per chiudere col sorriso”. Da oggi cominciano le vendite promozionali.

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