Palermo, “no” alla linea A del Tram. L’assessore Catania: “Città pugnalata alle spalle”

“L’emendamento che toglie la linea A del progetto tram di Palermo è un atto criminale. Politicamente e moralmente criminale. Sarà poi la magistratura a verificare se ricorrono gli estremi di reato o il danno erariale”. Così l’assessore comunale Giusto Catania commenta il voto del Consiglio Comunale che ha votato il piano delle triennale delle opere pubbliche dopo avere stralciato la linea A del Tram: “Ieri notte si è consumata una delle pagine più buie nella storia della città. Mentre qualche consigliere comunale esultava, in modo plateale, da qualche altra parte gruppi di potere hanno festeggiato”.

Dopo la reazione rabbiosa del sindaco nella serata del voto, l’assessore rincara la dose all’alba di venerdì: “Una cosa è certa: si è sacrificato l’interesse pubblico per privilegiare interessi privati e logiche di parte. La linea A (Stazione centrale – Stadio) rappresenta il nodo fondamentale per tutto il sistema. Senza questa tratta, di fatto, non è sostenibile dal punto di vista economico, ecologico e trasportistico, l’intera rete tramviaria di Palermo. Non si possono collegare tra loro i depositi di Brancaccio e di Borgo Nuovo. E non potranno essere collegate col centro città i quartieri dello Zen, Sferracavallo, Mondello, Villaggio Santa Rosalia, Bonagia, Cep, la cittadella universitaria, il Policlinico, l’Ospedale Civico, la parte a monte della Circonvallazione. Con quale faccia tosta, in campagna elettorale, andranno a chiedere i voti a chi vive in questi quartieri? Pensano di aver fatto un dispetto a me o al sindaco?”.

“È stata inferta una pugnalata alle spalle della città. La linea A è prevista nel Piano triennale delle Opere pubbliche dal 2017 ed infatti, in passato, è stata votata positivamente dagli stessi consiglieri comunali che ieri l’hanno eliminata. Nel frattempo il progetto ha ottenuto i pareri positivi da una decina di organi tecnici tra cui la Soprintendenza ai beni culturali che non ha riscontrato alcuno scempio su via Libertà. Su questo progetto si sono costruite menzogne e mistificazioni. Per questa ragione da due anni mi è stato sistematicamente impedito di parlare di tram in Consiglio comunale. Evidentemente non volevano che ci fosse qualcuno in grado di smontare il loro castello di bugie. Ieri è stato buttato un finanziamento pubblico di 800 milioni di euro, come hanno scritto e spiegato bene i dirigenti del Comune di Palermo. Sarebbe stata una boccata di ossigeno per migliaia di lavoratori e per l’economia cittadina.
Evidentemente, mentre nel mondo si afferma la necessità di una transizione ecologica, questi consiglieri palermitani vogliono una città affogata dalle automobili, dall’inquinamento, dal rumore”.

LE REAZIONI IN CONSIGLIO COMUNALE

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