Palermo, ok all’iter per il riequilibrio. Orlando: “Dissesto? Non ci sono le condizioni”

Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato la delibera con cui si autorizza la predisposizione per il Comune di Palermo del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale che, secondo quanto previsto dalla legge, dovrà essere approvato dall’Aula entro il termine perentorio di novanta giorni. Un passaggio formale che secondo il sindaco Leoluca Orlando è alternativo al dissesto e certificherebbe l’assenza delle condizioni stesse per dichiarare il dissesto; per le opposizioni, invece, il Comune sarebbe di fatto in “pre-dissesto” e le stesse pongono l’accento sulle possibili conseguenze economiche e finanziarie del piano di riequilibrio che dovrà essere approvato.

“Il Consiglio comunale – dichiara il sindaco Leoluca Orlando – ha approvato la proposta della Giunta di avviare un percorso di riequilibrio finanziario del Comune di Palermo in conformità alla vigente legislazione con una misura del tutto alternativa al dissesto. È stato chiaramente affermato e riconosciuto che non ricorrono per il Comune di Palermo le condizioni previste per la dichiarazione di dissesto”.

Orlando aggiunge: “Palermo, a differenza di altre grandi città del nostro paese, ad esempio Roma, Torino e Napoli, ha sempre tenuto in ordine i propri conti senza alcun sovra-indebitamento e ha garantito i servizi essenziali nei limiti consentiti dal quadro finanziario. Il Comune di Palermo, infatti, è in condizioni di sovra accreditamento, non riesce cioè a riscuotere quanto dovuto subendo la fallimentare gestione di Riscossione Sicilia, l’agenzia regionale competente. La lotta all’evasione è diventata così un boomerang che si ritorce contro tutti i comuni siciliani vittime di questa fallimentare gestione”.

“L’amministrazione comunale ha già avviato le procedure per far valere le responsabilità civili, contabili e penali di Riscossione Sicilia. Ma si trova nelle condizioni, in virtù di una legge nazionale, di dover accantonare le somme richieste ai contribuenti che seppur accertate dal comune non vengono riscosse dall’ente regionale. Tale condizione è la conseguenza della mancata applicazione del federalismo fiscale con i relativi interventi compensativi della nostra regione anche in considerazione delle condizioni socio economiche. Questa situazione riguarda la città di Palermo così come altri 250 comuni siciliani che non possono chiudere i bilanci. Senza considerare i circa 100 comuni siciliani in dissesto o in piano di rientro. La gravità e specificità dei comuni siciliani, compreso quello di Palermo, è oggetto di una procedura in corso di confronto tra governo nazionale, regionale e Anci Sicilia, i cui esiti potranno influenzare, alleggerire o addirittura rendere non più necessario il ricorso alla procedura di riequilibrio nei prossimi 90 giorni”.

“Un costruttivo dibattito in Consiglio comunale – dichiara l’assessore Sergio Marino – ha consentito di adottare l’importante atto deliberativo che attiva le procedure per la definizione del Piano di Riequilibrio finanziario. Ampia intesa anche sulla necessità, introdotta con un apposito emendamento, di informare e rendere edotto il Consiglio comunale sulle azioni che si sceglierà di adottare per elaborare il Piano. Sono consapevole delle difficoltà che ci attendono ma confido che il lavori dei dirigenti, coordinati dal segretario/direttore generale, supportato dagli indirizzi di natura politica e strategica che darà la Giunta, ci consentirà di arrivare a un risultato sopportabile ed equilibrato”.

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