Palermo, omicidio Burgio alla Vucciria: l’imputato chiede scusa alla famiglia della vittima

Ha chiesto scusa alla famiglia Matteo Romano, uno degli imputati nella prima udienza del processo per l’omicidio di Emanuele Burgio, ucciso nel quartiere della “Vucciria” a Palermo il 31 maggio dell’anno scorso.

L’uomo ha detto che di essere stato colto da un raptus di follia quella sera e di non aver compreso nulla dell’accaduto. Poi, si sarebbe messo a sparare.

Gli altri imputati sono Domenico Romano e il figlio di quest’ultimo, Giovanni Battista, fermati dopo l’aggressione. La vittima, Emanuele Burgio, aveva 25 anni al momento della morte ed era imputato in un processo per droga.

Lo stupefacente, però, non avrebbe a che fare con la sua morte: una serie di screzi che hanno portato alla sparatoria. Agli imputati viene comunque contestata l’aggravante mafiosa. Secondo l’accusa l’omicidio avrebbe delle modalità legate a Cosa nostra. Fatali per i criminali le riprese delle telecamere di videosorveglianza che hanno inquadrato tutto.

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