omicidio antonio e giuseppe lupo zen

Padre e figlio uccisi a Palermo, l’assassino si costituisce: “Ho sparato per difendermi”

E’ Giovanni Colombo l’uomo che in mattinata si è presentato in mattinata al comando provinciale dei Carabinieri di Palermo, accompagnato da un avvocato: sarebbe lui l’assassino di Antonino Lupo (53 anni) e del figlio Giacomo (19 anni), uccisi nel tardo pomeriggio di giovedì 14 marzo in un agguato nel quartiere Zen, in via Rocky Marciano.

Sottoposto ad interrogatorio davanti al pm Ilaria De Somma, Colombo (che ora è in stato di fermo) ha consegnato l’arma utilizzata per il duplice omicidio affermando: “Sono stato io a sparare e l’ho fatto per difendermi. Ero da solo”. Colombo ha sostenuto di essersi procurato la pistola e aver poi sparato per paura.

Il duplice omicidio sarebbe legato ad una lite tra Colombo e Giacomo Lupo, diverbio nel corso del quale sarebbe intervenuto anche il padre Antonino. Le due vittime sono state freddate con diversi colpi d’arma da fuoco (12 i bossoli rinvenuti dalla scientifica) a poca distanza dalla loro abitazione di via Agesia di Siracusa, arrivando senza vita all’Ospedale Villa Sofia nei minuti successivi. Colombo era braccato dalle Forze dell’Ordine già nella notte, dopo che nella giornata di ieri erano stati sentiti testimoni e familiari delle vittime per ricostruire l’accaduto.

Colombovicino di casa delle vittime, era già stato condannato nel 2015 per la rissa che portò alla morte del giovane Aldo Naro nella discoteca Goa, oltre ad avere precedenti per stupefacenti. Antonino Lupo (in base agli schedari della polizia) aveva numerosi precedenti penali, tutti per reati legati allo spaccio di stupefacenti.

Il figlio (che aveva festeggiato il compleanno il giorno prima) era incensurato ed era un campione di pugilato. La federazione pugilistica italiana in una nota esprime cordoglio: “Lutto nel mondo del pugilato siciliano e italiano. Ieri notte è venuto a mancare Giacomo Lupo, che ha indossato anche la canottiera delle Nazionali Azzurre Italia Boxing Team. Il Presidente Lai, a nome e per conto del Pugilato Italiano, esprime le sue più vive condoglianze alla famiglia”.

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