Palermo, traffico di droga: confiscati beni per un milione di euro a padre e figlio

Un patrimonio comprendente numerosi beni del valore complessivo di oltre 1 milione di euro è stato confiscato in quanto riconducibile a Tommaso Catalano (palermitano 58 anni) e al figlio Pietro Catalano, di anni 37. Ad accogliere le richieste del Questore di Palermo e disporre la confisca (eseguita oggi dalla polizia) è stata la Sezione Misure di Prevenzione, a seguito delle indagini patrimoniali condotte sui rispettivi nuclei familiari a partire dal 2017. Indagini che avrebbero accertato la “sproporzione economica tra gli acquisti mobiliari ed immobiliari effettuati dagli stessi e i redditi percepiti”.

Tra i beni confiscati (già oggetto di sequestro il 18.12.2017 e il 01.10.2018), ritenuti frutto e reinvestimento di attività illecite, 3 appartamenti ubicati a Palermo, un immobile ubicato in località Campofelice di Roccella all’interno di un complesso turistico-residenziale dotato di piscina condominiale e servizi vari, una villa ubicata nel comune di Trabia in contrada Petruso e una autovettura. I beni erano tutti intestati a familiari.

Tommaso e Pietro Catalano erano stati fermati il 15 dicembre 2015 nel corso dell’operazione Panta Rei, in quanto ritenuti “stabilmente inseriti in circuiti criminali dediti alla detenzione ed al traffico di sostanze stupefacenti” e accusati di traffico, detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti aggravati dall’aver agevolato “cosa nostra”. Pietro Catalano è stato anche raggiunto da un’ordinanza in carcere per il coinvolgimento nell’operazione denominata “Back Again”, nel 2017.

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