Palermo, “#VaccinInQuartiere” allo Zen: 150 somministrazioni, molte prime dosi

Anche al quartiere Zen di Palermo una buona risposta all’iniziativa #VaccinInQuartiere, declinazione cittadina delle campagne di prossimità lanciata dalla struttura commissariale anti-covid di Palermo: 150 i vaccini somministrati, quasi tutte prime dosi. Domani, 2 settembre, dalle 10 alle 18, nuovo appuntamento con i vaccini di prossimità al mercato di Ballarò in via Giovanni Grasso 13, nei locali del ristorante “Cotto e bollito”. 

È il quarto appuntamento in questo quartiere alla periferia nord della città: i medici erano già stati a immunizzare i residenti tra maggio e giugno, nell’ambito della campagna “Accanto agli ultimi”, per vaccinare senzatetto e persone in condizioni di disagio nelle periferie cittadine. All’epoca, però, la campagna vaccinale non era ancora di massa.

“Abbiamo immunizzato anche molti bambini oggi, il che per noi è importante in vista della ripresa dell’anno scolastico – dichiara il commissario Costa -. Crediamo molto in questo tour nelle zone di Palermo che abbiamo chiamato VaccinInQuartiere. Certe nostre periferie sono come città a se stanti, non completamente integrate nel tessuto palermitano e, per questo, difficilmente raggiungibili. Andiamo noi da loro, ma non potremmo farlo senza l’aiuto di realtà che vivono e conoscono bene il quartiere. Il supporto di associazioni come il Laboratorio Zen Insieme e di tutte le altre che ci hanno dato una mano a divulgare l’iniziativa o raccogliere le prenotazioni è stato prezioso e irrinunciabile”.

Mariangela Di Gangi, presidente dell’associazione: “Gli abitanti del quartiere si fidano di noi e noi mettiamo volentieri a disposizione della campagna vaccinale questo rapporto di fiducia che abbiamo con chi vive qui. Abbiamo bisogno più che mai di costruire ponti, anziché muri. È quello che proviamo a fare quotidianamente, anche in questa occasione. È stato particolarmente importante avere i medici e gli educatori professionali della struttura commissariale qui oggi, non solo per vaccinare ma anche per ascoltare e rispondere alle domande di chi ha dubbi. Fa sentire i cittadini meno smarriti”.

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