Palazzo delle Aquile

Palermo zona rossa, le reazioni della politica: “Questo è il colpo finale per la città”

Palermo è stata proclamata “zona rossa” fino al 14 aprile. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, inasprisce le misure restrittive in città dato l’innalzamento della curva dei contagi e il sovraffollamento di alcuni Pronto Soccorso cittadini. Ecco le principali reazioni della politica.

Giuseppe Lupo, capogruppo PD all’Ars – “Palermo è zona rossa: serve una immediata risposa sul versante sanitario ed economico. Il presidente Musumeci, che attualmente è anche assessore ad interim alla Salute e commissario Covid in Sicilia, ha il dovere intervenire innanzitutto su due fronti: potenziamento della campagna di vaccinazione, che invece di crescere nei numeri continua a calare in modo preoccupante, e sostegno economico alle attività costrette ad abbassare la saracinesca nel capoluogo, così come negli altri comuni dell’isola dichiarati zona rossa. Nei giorni scorsi, a margine dell’approvazione della finanziaria, il governo regionale ha annunciato l’impegno di 250 milioni di euro destinati ai ristori. La Sicilia non può permettersi di ripetere il flop dello scorso anno, quando molti degli aiuti economici per imprese e famiglie previsti da quella che allora venne definita una ‘finanziaria d’emergenza’, rimasero solo sulla carta e non vennero mai attuati dal governo regionale. Musumeci agisca senza perdere un minuto di tempo per fare arrivare i 250 milioni annunciati ai tanti commercianti ed imprenditori che non sanno più come andare avanti”.

M5S all’Ars (il capogruppo Giovanni Di Caro e i componenti della commissione Salute Francesco Cappello, Antonio De Luca, Salvatore Siragusa e Giorgio Pasqua): “Da quanto tempo Palermo doveva essere zona rossa?  Probabilmente almeno da metà marzo,  il provvedimento più restrittivo per contrastare i contagi al galoppo però non arrivò e si optò per  una zona arancione che ha lasciato ugualmente pesanti  ferite sulla pelle dei commercianti, che ora si trovano a dover fronteggiare un lockdown  generalizzato che rischia di dargli la mazzata definitiva. Se si fosse deciso allora per la zona rossa probabilmente si sarebbe ora di fronte a ben altri numeri, con prospettive migliori davanti, e invece si torna al punto di partenza, con la differenza, però, che le imprese sono ormai alla canna del gas”.

Igor Gelarda, capogruppo della Lega al Comune – “Mettere Palermo in zona rossa significa decretarne la morte economica. Dopo oltre un anno di sacrifici e di mancati ristori e di crisi economica Questo è il colpo finale. Diciamo le cose come stanno: nonostante le parole del sindaco Orlando, sempre dure ma mai precise, a Palermo sono mancati completamente i controlli per scoraggiare assembramenti e riunioni che hanno favorito gli aumenti dei contagi. Senza parlare dei folli assembramenti per andarsi a vaccinare, considerati come necessari, ma assolutamente evitabili. Se questa zona rossa resterà solo un provvedimento amministrativo, non ci saranno immediate contropartite in ristori,  anche massicci, andiamo verso il disastro. Palermo è la città d’Italia con più alto tasso di disoccupazione giovanile e una di quelle con il più basso PIL pro capite. Piove si sul bagnato, non dobbiamo morire di covid ma così costringiamo migliaia di famiglie alla fame”.

Alessandro Anello, consigliere comunale della Lega e vicepresidente della commissione attività produttive – “Tutelare la salute dei palermitani è la priorità, ma attenzione ad una zona rossa fotocopia dell’anno scorso per gli effetti decisamente imprevedibili che potrebbe avere sui cittadini più fragili ridotti ormai in povertà. A Palermo il quadro economico e sociale è profondamente peggiorato dopo 13 mesi di lotta alla pandemia. E’ certo che se il numero di contagi e dei ricoveri cresce, le restrizioni sono necessarie ma, rispetto al 2020, le misure di contenimento del virus adesso devono andare di pari passo con azioni straordinarie di sostegno soprattutto economico alle migliaia di palermitani senza più nessuna forma di sostentamento. È inutile imporre la zona rossa e tutti chiusi in casa senza per esempio consentire le aperture alle attività produttive dove si possano garantire controlli e distanziamenti efficaci. Dopo un anno non è più possibile parlare di emergenza servono azioni concertate che garantiscano tutela della salute e tutela del reddito”.

Barbara Evola, capogruppo di Sinistra Comune in Consiglio comunale – “L’istituzione della zona rossa nella città di Palermo è la diretta conseguenza della falsificazione dei dati, nei mesi scorsi, da parte della regione. Oggi le cittadine e i cittadini dovranno pagare ancora lo scotto di una politica attenta ai consensi e non alla salute di tutti e tutte. È necessario che il governo nazionale e regionale si facciano carico della grave situazione economica della città: la pandemia e i provvedimenti consequenziali stanno impoverendo il tessuto produttivo della città ed è necessaria un’attenzione particolare alle esigenze sociali di Palermo”.

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