Parchi siciliani, la Giunta “ascolta” le critiche e ritira le quattro nomine

La Giunta di Governo fa marcia indietro sulle nomine dei presidenti dei Parchi siciliani e azzera le nomine decise recentemente. Una notizia non del tutto inaspettata considerato che i quattro nomi scelti dal Governo avevano sollevato parecchie perplessità fra le varie forze politiche. Il Governatore Musumeci ha tenuto duro finchè ha potuto e poi insieme alla giunta ha deciso per l’azzeramento.

Le quattro nomine decise dalla giunta e al vaglio della prima commissione dell’Ars erano quelle di Mario Antonino Scaccianoce all’Ente parco fluviale dell’Alcantara, Carlo Caputo all’Ente parco dell’Etna, Domenico Barbuzza all’Ente parco dei Nebrodi e Angelo Merlino all’Ente parco delle Madonie.

Secondo Claudio Fava, deputato regionale e presidente della Commissione antimafia, si tratta di “una retromarcia scontata viste le perplessità e i dubbi che avevamo fatto emergere sulle indicazioni della Giunta regionale. Adesso il Governo dia una guida adeguata a questi Enti, ascoltando i territori e le amministrazioni locali senza utilizzare la macchina regionale, come fatto fino ad ora, unicamente come centro di collocamento per il proprio personale politico”.

Il capogruppo Pd Giuseppe Lupo ed il parlamentare Antonello Cracolici, componenti della commissione Affari istituzionali ritengono che il Governo Musumeci sia “andato in tilt. Ancora una volta siamo di fronte ad un valzer che produce il solo risultato di fare impantanare il parlamento. È evidente che la maggioranza è saltata, siamo di fronte ad uno scontro perenne che prima ha determinato l’inconsistenza dell’azione amministrativa e delle iniziative legislative e adesso fa collassare perfino le commissioni. Queste nomine il governo le ha presentate e poi ritirate, hanno fatto tutto da soli. Vorremmo sapere dal presidente Musumeci come pensa di andare avanti dal momento che dovrebbero lavorare alla Finanziaria 2020 e invece stanno ancora cercando di rattoppare i conti del 2019. Insomma, dopo meno di due anni sono già alla frutta”.

I deputati regionali del Movimento 5 Stelle Ciancio, Pagana, Mangiacavallo e Siragusa si dicono soddisfatti per il ritiro delle nomine ma avvertono: “Temiamo che questa marcia indietro nasconda altre manovre che consentano al governo Musumeci di sfuggire ai minimi criteri di trasparenza e collegialità che sono prerogative del Parlamento Siciliano, organo che rappresenta i cittadini di questa regione. Non vorremmo che si tratti di un escamotage per fare uscire i nomi dal portone e farli rientrare dalla finestra. Il ritiro delle nomine se da un lato rappresenta una vittoria per l’opposizione, non ci lascia sereni, sia perché questi Enti hanno comunque urgente bisogno di una governance stabile, sia perché è alto il rischio che gli stessi nomi vengano riproposti  come commissari. Se così fosse saremmo di fronte ad un atto di forza senza precedenti, oltre che ad uno sgarbo istituzionale e uno schiaffo alla commissione competente, che stamattina aveva i numeri per bocciare qualche nomina. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un’ulteriore gestione commissariale, che dura ormai da anni. La politica si prenda la responsabilità di nominare soggetti competenti, lontani dalle logiche politiche e partitiche, che abbiano visione e quindi la capacità manageriale di riprendere in mano le redini di questi enti, abbandonati a loro stessi” .

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