Parifica rendiconto Regione, ok dalla Corte dei Conti: “Ma ci sono tante irregolarità”

Via libera alla parifica ma le irregolarità restano. Il rendiconto della Regione Siciliana per il 2019 ha ottenuto l’ok della Corte dei Conti, ma allo stesso tempo vi sono dei punti critici che vengono esclusi dai giudici contabili. Il dispositivo (emesso e letto oggi in aula) sarà trasmesso alla giunta regionale, all’Assemblea siciliana, al ministero delle Finanze e al presidente del Consiglio.

La Corte dei Conti rileva infatti “irregolarità” su varie voci, relative al risultato di amministrazione, al conto economico e allo stato patrimoniale. In particolare (in merito al risultato di amministrazione) si sottolinea il mancato accantonamento di 315 milioni del fondo contenzioso, la mancata istituzione del fondo rischi e la carenza di 34 milioni dal fondo dei crediti di dubbia esigibilità. Il miglioramento del risultato dell’amministrazione, a detta della Corte, “sarebbe solo cartolare”.

E con il dispositivo si erge persino lo spettro di un possibile nuovo disavanzo nei conti: nel documento il presidente Salvatore Pilato parla infatti di “disavanzo e quote di disavanzo non recuperate nel rendiconto del 2018 e da ripianare in quello del 2019”. Nel tardo pomeriggio l’assessorato regionale all’Economia, guidato da Gaetano Armao, si è limitato a dichiarare che “l’amministrazione regionale prende atto dell’auspicata parifica del rendiconto generale della Regione Siciliana per il 2019” e che per quanto riguarda alcune rettifiche richieste “ci si riserva di svolgere le considerazioni di merito appena sarà disponibile il dispositivo della decisione con le relative motivazioni”.

Il presidente della sezione regionale di controllo della Corte dei conti, Salvatore Pilato, aprendo l’udienza aveva preso atto dei “profili migliorativi” presenti nel documento, ma aveva sottolineato come “da approfondimenti contabili sono emerse aree di criticità finanziarie, che pongono dubbi di attendibilità”. Il pm contabile Pino Zingale (al termine della sua requisitoria) aveva invece mosso una serie di rilievi, formulando parere negativo. Zingale ha persino preannunciato che sarà presentata denuncia penale “per irregolarità e distrazione nella gestione di somme riscosse da Riscossione Sicilia”.

LA POSIZIONE DI MUSUMECI IN UDIENZA

Nel corso dell’udienza per la parifica Musumeci ha affermato: “I molteplici accordi conclusi con il Governo centrale, l’ultimo il 14 gennaio scorso al quale è conseguita l’adozione del Piano di rientro della Regione, hanno condotto ad adottare modalità specifiche di ripianamento dei disavanzi provenienti dalle precedenti gestioni, dimostrano che la Regione ha voltato pagina nella gestione degli equilibri di bilancio e recuperato credibilità finanziaria. È di ieri la notizia che il Consiglio dei Ministri ha superato, sulla base delle puntuali argomentazioni del Governo regionale, i rilievi sulla manovra finanziaria 2021 ritenendo esente da censure la legge regionale di bilancio n. 10/2021. Il giudizio di parifica del rendiconto, al confine tra la funzione di controllo e quella giurisdizionale, collegato alla legge di approvazione del rendiconto si colloca tra l’attività di rendicontazione e la legge regionale che lo approva in “funzione di ausiliarietà”.

“Il Governo regionale – ha proseguito Musumeci – non chiede prebende o regalie, ma le risorse per garantire l’espletamento delle funzioni statutariamente attribuite e i livelli essenziali delle prestazioni costituzionalmente riconosciuti e che con l’attuale gettito è insostenibile, le compartecipazioni fiscali concordate nella scorsa legislatura, infatti, al netto dell’ ingente concorso al fondo sanitario regionale, non attribuiscono risorse “aggiuntive” alla Regione siciliana limitandosi a introdurre minimi correttivi agli effetti distorsivi recati sul gettito devoluto da alcuni provvedimenti normativi statali. La capacità espansiva delle entrate nel bilancio regionale deve invece essere ancorata all’incremento del gettito tributario assicurato dalle modifiche del sistema di devoluzione delle entrate. In tal senso ho chiesto un incontro al Presidente del Consiglio per ridefinire urgentemente gli accordi finanziari riconoscendo alla Sicilia quanto necessario a garantire i diritti di cittadinanza, mentre al Ministero dell’economia è già insediato il gruppo di lavoro misto Stato-Regione che, dopo una lunga pausa connessa anche alla pandemia, sta definendo le linee della nuova normativa di attuazione in materia finanziaria”.

Il presidente Musumeci ha affrontato poi il tema del finanziamento degli enti locali “che ci inquieta e che, se non affrontato con urgenza e determinazione, rischia di provocare la paralisi dei Comuni”. Ha evidenziato, inoltre, le difficoltà connesse alle norme nazionali relative agli appalti pubblici che finiscono con il “frenare l’avvio di opere e cantieri, limitando lo sviluppo del territorio”.
In conclusione, ha posto l’accento sulla necessità di restituire competenze agli enti intermedi, le ex province, con l’obiettivo di trasmettere presto all’Ars un disegno di legge che completi una riforma fatta in passato con troppa fretta.

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