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Pescatori sequestrati in Libia, cresce l’apprensione. Scilla: “Si invii una delegazione a Bengasi”

Cresce l’apprensione per i 18 uomini dell’equipaggio di due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo, il Medinea e l’Antartide, che sono stati sequestrati in Libia ad inizio di settembre durante una battuta di pesca a nord di Bengasi. Le trattative, anche sotto traccia, vanno avanti da settimane ma non ci sono ancora notizie certe. E monta la polemica politica mentre il Consiglio di presidenza dell’Ars ha stanziato duemila euro per ogni famiglia dei pescatori (LEGGI QUI).

Toni Scilla, coordinatore Forza Italia provincia di Trapani, già deputato regionale ARS, dice:  “È normale che senza nessuna dannata ragione questi uomini vengano privati della loro libertà e che i loro familiari, insieme a tutta la comunità marinara siciliana e non solo, vengono buttati nello sconforto più totale? È normale che il Governo Nazionale non riesca a fornire nessun tipo di informazione? Dato che il premier Conte ed il ministro degli Esteri Di Maio sembrerebbero non riuscire a risolvere positivamente la problematica in questione in tempi rapidissimi, immediatamente provvedano almeno a definire una delegazione politico istituzionale, accompagnata anche da personale medico e da alcuni familiari dei pescatori sequestrati, che si possa recare a Bengasi in guisa tale da accettarsi dello stato di permanenza e di salute fisico e mentale dei nostri marittimi in modo tale da rasserenare un intero mondo che sta vivendo momenti di assoluta disperazione”.

Il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, aggiunge: “Non ci fermeremo fino a quando i nostri pescatori non torneranno a casa. Sono stato per due giorni davanti a Montecitorio vicino ai familiari dei 18 pescatori. Mi ha colpito la forza straordinaria di questi uomini e di queste donne che sono il nostro orgoglio. Mi hanno detto che non molleranno fino a quando i loro figli, mariti e padri non ritorneranno a casa. Ho avuto diversi incontri istituzionali riservati, per sollecitare una soluzione nel più breve tempo possibile. Diversi esponenti politici, come il nostro ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, non ci hanno lasciati soli e ci hanno sostenuti. Nei giorni scorsi abbiamo predisposto anche un sostegno economico per queste famiglie, alle quali non faremo mai mancare la nostra presenza e il nostro supporto”.

Sul tema si è espressa su Fb anche Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia: “Abbiamo fiducia nella nostra diplomazia e nella nostra intelligence ma serve un’azione politica forte per sostenerle. Il ministro Di Maio deve fare ogni cosa in suo potere, chiamando in causa tutti gli attori presenti nella regione, per riportare a casa i nostri pescatori. Per la responsabilità verso le loro famiglie, per la dignità dell’Italia. È straziante il grido di dolore di Cristina Amabilino, la moglie di uno dei pescatori italiani arrestati in Libia dalle truppe di Haftar, che leggiamo su un quotidiano. Diciotto nostri connazionali sono prigionieri dello scontro politico interno a un Paese lacerato dalla guerra civile, del ricatto inaccettabile di forze militari prive di qualsiasi riconoscimento, della colpevole perdita di influenza del nostro Paese in quella regione. In mezzo, le innocenti famiglie di Mazara del Vallo. Noi non le dimentichiamo”.

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