Piano regionale pandemie, l’ultimo in Sicilia fu firmato nel 2009 da Massimo Russo

“Che fine ha fatto il piano regionale delle pandemie?”. Esiste, ma non è aggiornato dal 28 agosto del 2009, da quando cioè l’allora assessore alla Sanità Massimo Russo predispose il piano che venne pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana numero 40. Da allora in poi nessun assessore ha poi provveduto al previsto aggiornamento ogni tre anni.

Quel Piano elenca i componenti del Comitato regionale per le pandemie (Crp), che annovera 19 professionisti e tre strutture: il sistema regionale della Protezione civile, l’Agenzia per le attività di informazione degli organi di governo della Regione, l’Ufficio della sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) di Palermo e Catania. E, inoltre, unità di crisi per ogni Azienda sanitaria provinciale e per ogni azienda ospedaliera. Il Piano prevede anche un percorso formativo per medici di famiglia, ospedalieri, operatori di case di cura private, farmacisti. Infine, un paragrafo riguarda i dispositivi di protezione individuale: mascherine, guanti, visiere e altro.

“Ogni Azienda sanitaria deve stimare il fabbisogno di Dpi attraverso il censimento degli operatori sanitari, per singolo presidio e mettere a punto dei piani di approvvigionamento e distribuzione. Sono da considerare fra le strutture da dotare di Dpi, oltre a quelle di ricovero, ambulatori, distretti, servizi di sanità pubblica e veterinari, laboratori. Dovrà inoltre essere prevista la fornitura di Dpi ai servizi di guardia medica e 118, ai medici di medicina generale ed ai pediatri. L’approvvigionamento dei Dpi avviene tramite le aziende sanitarie consorziate tra loro per questi acquisti, le scorte sono poi distribuite a tutte le strutture sanitarie. La direzione sanitaria deve disporre dei protocolli di utilizzo dei Dpi; tutto il personale deve partecipare ai corsi di aggiornamento e addestramento affinché i Dpi siano utilizzati correttamente”.

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