Piazza Armerina, istituito il parco archeologico della Villa del Casale

L’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa ha firmato il decreto che dà il via libera al Parco della Villa del Casale di Piazza Armerina. La notizia era già stata anticipata in una nota da Legambiente che ha manifestato grande soddisfazione: “L’istituzione tanto attesa del parco archeologico – dice Paola Di Vita, presidente del circolo Legambiente di Piazza Armerina – apre scenari ed opportunità nuove per la Villa, ma anche per la valorizzazione dell’eccezionale patrimonio architettonico ed artistico della città”

Nella nota si legge: “La firma arriva a 21 anni di distanza dall’iscrizione della Villa Romana del Casale nel patrimonio Unesco e a 18 anni di distanza dalla legge regionale che prevedeva il sistema dei parchi archeologici di Sicilia. Auspichiamo che la firma del decreto possa veramente far decollare il sito Unesco e con esso l’eccezionale patrimonio storico artistico della città di Piazza Armerina, a partire dal tanto atteso museo di palazzo Trigona”.

Dichiarata dall’Unesco, nel 1997, ‘Patrimonio dell’Umanità’, la Villa del Casale è un edificio abitativo tardo antico dell’età costantiniana del IV secolo dopo Cristo. I favolosi pavimenti a mosaico, capolavori della tecnica musiva, l’hanno resa famosa nel mondo, portandola con più di 350mila visitatori l’anno ai vertici delle presenze in Sicilia. Il complesso è situato a circa quattro chilometri da Piazza Armerina e ricade nei territori dei Comuni di Piazza Armerina, Pietraperzia e Mazzarino.

Un sito di straordinaria valenza storico culturale – dichiara l’assessore Tusa – che si inserisce in un percorso di fruizione di primaria importanza. Meta fondamentale dei visitatori che vengono in Sicilia, il Parco della Villa del Casale potrà, con l’autonomia finanziaria e gestionale, mettere a frutto tutto ciò che certamente potrà realizzare grazie ai grandi numeri che registra in termini di presenze. Un’autonomia – aggiunge ancora – che consentirà al Parco di utilizzare in proprio le entrate che derivano dalla vendita dei biglietti di ingresso e che si traduce in azioni immediate di valorizzazione, manutenzione del territorio, attività di promozione, scavi archeologici, attività scientifiche: un percorso integrato di tutela e di forte connotazione dell’identità siciliana. E la prospettiva dell’avvio dei servizi aggiuntivi segnerà uno slancio che vede in prospettiva nuove opportunità di occupazione e di valorizzazione del sito”.

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