Pil boom, quel suono sinistro che giunge in Sicilia dal reddito di cittadinanza

(tratto dal profilo Facebook del giornalista Lillo Miceli)

Il Pil cala, il 2019 sarà a crecita zero, mancano gli investimenti. Siamo in recessione tecnica. Un disastro annunciato: nel quarto trimestre del 2018, la “crescita” dell’Italia è a – 0,2%. E il boom economico che il ministro dello Sviluppo economico e al Lavoro nonché vicepremier, Luigi Di Maio, aveva annunciato come imminente, si è rivelato una bufala.

Il leader grillino sostiene che si vedranno gli effetti appena i 780 euro arriveranno nelle tasche di chi non ha lavoro. Soldi che dovranno essere spesi entro il mese, pena la decurtazione. Ciò per favorire gli acquisti, quindi la produzione e di conseguenza l’occupazione perché, vendendo i loro prodotti, le aziende torneranno ad assumere. Potrebbe anche essere così, ma i dubbi sono molteplici. Una delle cause, come ha spiegato un economista a Radio Anch’io, potrebbe essere che, essendo la platea a cui sono destinati i 780 euro una fascia di quasi povertà, per acquistare quanti più prodotti possibile, non vengano acquistati prodotti italiani o siciliani, ma quelli che arrivano dalla Cina. Pertanto, la domanda interna sarebbe minima, mentre aumenterebbero le importazioni. A giovarsene, insomma, sarebbero le industrie cinesi. 

Ma a parte questa previsione, nessuna teoria di politica economica prevede che le crisi finanziare possano essere aggredite, ricorrendo a misure assistenzialiste. A cominciare da Keynes, tranne le ricette ultraliberiste, tutti insistono che bisogna investire nelle infrastrutture per creare lavoro vero e continuativo poiché le stesse infrastrutture, materiali o immateriali, hanno poi bisogno di lavori di manutenzione. Ciò nella teoria, ovviamente. Perché la realtà, come ci insegna il crollo del viadotto Morandi di Genova, è diversa: per fare maggiori profitti, si tagliano le manutenzioni. Ciò quando va bene. Perché quando le imprese sono poco oneste, può accadere che un ponte o una torre crollino perché è stato utilizzato cemento depotenziato. 

Invece di dare soldi a chi non ha lavoro, perché queste stesse risorse non sono state destinate alle manutenzioni, visto che mezza Italia rischia di cadere in pezzi? Magari prevedendo una corsia preferenziale per chi sta peggio, per la chiamata al lavoro. Dove è questo boom? Dobbiamo attendere che i Centri per l’impiego trovino un’occupazione ai disoccupati? E che tipo di lavoro, visto che ormai le imprese chiedono manodopera specializzata? Ma quanti saranno, in Sicilia, gli operai disoccupati con una propria professionalità? Pochissimi o forse nessuno. 

Per evitare che una grande massa di disoccupati continui a rimanere disoccupata, bisognerebbe fare subito dei corsi di formazione, ma mettendosi d’accordo con le imprese sulle tipologie di lavoratori necessari per le loro produzioni. Basterebbe semplicemente fare questo, per rendersi conto che in Sicilia tutti questi posti di lavoro non ci sono e che il sussidio sarà a vita. Boom!

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