Lillo-Firetto

Porto Empedocle, rinviato a giudizio l’ex sindaco Firetto: è accusato di falso in bilancio

Lillo Firetto, ex sindaco di Porto Empedocle e Agrigento, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di avere falsificato i bilanci del Comune di Porto Empedocle per fare in modo che non scattasse la scure del patto di stabilità.

Il giudice Alessandra Vella, al termine di un’udienza preliminare e di una camera di consiglio durata 6 ore, ha disposto l’approfondimento dibattimentale, ma non per tutte le ipotesi formulate dalla Procura.

Con l’ex sindaco sono stati rinviati a giudizio l’ex dirigente dei servizi finanziari dell’ente, Salvatore Alesci, e 4 revisori dei conti: Francesco Maria Coppa, Rosetta Prato, Carmelo Presti, ed Enrico Fiannaca. Ezio Veneziano, revisore dei conti per l’anno 2014, è stato prosciolto. Il gup Vella ha rigettato la richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti come per gli altri imputati ai quali si contestava la stessa accusa.

L’inchiesta è nata dopo alcuni accertamenti della Guardia di Finanza. Sono 4 le ipotesi di falso in atto pubblico che vengono contestate a Firetto e si riferiscono alle attestazioni fatte nei bilanci che, in sostanza, sarebbero stati “gonfiati”, dal 2011 al 2014, inserendo fra le entrate la somma pagata dall’Enel a titolo di misure compensative, per fare in modo che venisse occultato un buco di circa 3 milioni di euro, evitando di incappare nelle sanzioni previste dalla legge per i Comuni che non rispettano il Patto di stabilità.

La certificazione è stata redatta anche da sei commercialisti dei collegi dei revisori dei conti. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere, per il solo Alesci, con riferimento al bilancio del 2011: la difesa ha documentato che, quando fu redatto il bilancio, non era a capo del settore finanziario. Proscioglimento per tutti, in relazione all’attestazione del bilancio 2014-2015. Per le altre ipotesi di reato è stato deciso il rinvio a giudizio: il processo si celebrerà, a partire dal 21 gennaio davanti al giudice monocratico Fulvia Veneziano.

In serata il commento dell’uomo politico: “A giudizio senza un perché. Serve un dibattimento e serve subito. Premesso che rispetto ogni decisione giudiziaria, e comprendo pure che il rinvio a giudizio esprime la mera necessità di un approfondimento dibattimentale. Avrei voluto solo, per come denunciato dalla difesa, capire meglio di che cosa mi si accusa. Tre sono le sentenze assolutorie della Corte dei conti. Eppure  di nuovo a giudizio davanti al giudice ordinario per presunto sforamento del patto di stabilità. Norma che tra l’altro, non è più in vigore”.

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