Prendono la merce ma non vogliono pagarla: tensione in un centro Lidl di Palermo

Quello che è accaduto nel punto Lidl di viale Regione siciliana a Palermo è inquietante ed è il sintomo più evidente di come la situazione di crisi economica possa esplodere da un momento all’altro.

Di fronte ad alcune famiglie che volevano “scappare” con il carrello pieno e senza pagare la merce, alcuni uomini della sicurezza sono intervenuti per bloccarli e hanno fatto intervenire le forze dell’ordine che hanno “convinto” le persone a lasciare il supermercato lasciando la spesa alle casse.

Lidl Italia nel pomeriggio ha confermato l’accaduto ringraziando le forze dell’ordine: “Una quindicina di persone sono entrate nel nostro punto vendita di Palermo via della Regione siciliana – è scritto in una nota – con l’intenzione di non pagare la spesa appena effettuata. Sono state quindi chiamate le forze dell’ordine che sono prontamente intervenute a garanzia della sicurezza e salvaguardia dell’incolumità sia dei nostri collaboratori che dei clienti presenti in quel momento in punto vendita. Comprendiamo il difficile momento che l’intero Paese sta vivendo e ringraziamo le autorità per il pronto intervento odierno”.

Un problema che però, nelle sue linee generali, non può ritenersi risolto. Franco Calderone, responsabile in Sicilia del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale ha rivolto un appello al sindaco di Palermo. “Si occupi subito di chi nella sua città non ha un euro per fare la spesa, siamo già alla disperazione. Ci arrivano tantissime segnalazioni di famiglie in affanno e c’è anche chi pensa a gesti estremi. Purtroppo questa emergenza ha accentuato la povertà, perché chi prima si arrangiava, adesso non può fare neanche quello. Sappiamo che si tratta di persone che svolgevano lavori occasionali ora spariti, o persone che lavoravano in nero. Non è il momento di dissertare sulle lacune e sulle storture del mercato del lavoro siciliano: questo è il momento di aiutare chi non può più procurarsi il pranzo e la cena. E a Palermo sono tanti”.

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