Prezzo del latte troppo basso, gli allevatori siciliani chiedono aiuto alla Regione

Il presidente della Regione Musumeci insieme al deputato-questore Giorgio Assenza e al sindaco di Ragusa Cassì, ha incontrato una delegazione di imprenditori del settore zootecnico dell’area iblea per discutere sulle problematiche dovute al costo crescente delle materie prime e delle spese di produzione, a cui non corrisponde un aumento del costo di vendita del latte e dei suoi derivati.

Il recente protocollo d’intesa, sottoscritto dal Mipaaf per il comparto, prevede che gli allevatori possono ottenere fino al 31 marzo 2022 il prezzo di 41 centesimi al litro, con un premio di “emergenza stalle” fino a 3 centesimi al litro, ritenuto insufficiente rispetto ai costi sostenuti che per ora superano i 50 centesimi al litro.

La delegazione ha consegnato al presidente della Regione un documento condiviso da circa 150 allevatori, il Governatore dal canto suo ha promesso che porterà la vicenda all’attenzione del ministro dell’Agricoltura Patuanelli.

“La mancanza di un equilibrio fra costi e ricavi nella filiera lattiero-casearia siciliana – ha detto Musumeci – sta mettendo in ginocchio le imprese del comparto e non possiamo permettere la chiusura di decine di allevamenti siciliani. Per scongiurare la crisi strutturale delle aziende, non solo di quelle dell’area iblea, dove si produce oltre il 60 per cento del latte dell’intera regione, è necessario applicare il meccanismo di indicizzazione del costo del latte, che tenga conto dei costi effettivi di produzione, come prevedono le direttive europee e una normativa nazionale mai applicata”.

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