Primarie Pd, anche la Sicilia al voto. Scoppiano subito le polemiche

È il giorno delle primarie del Pd, con i gazebo allestiti in molti comuni italiani. Si vota dalle 8 alle 20 e i nomi dei candidati alla guida del Pd sono quelli di Zingaretti, Martina e Giachetti. In Sicilia, dove i seggi sono 419, l’affluenza sembra buona tanto che il segretario regionale Davide Faraone pensa di superare l’obiettivo di 50.000 votanti. Alle 14.00., secondo i dati forniti dalla segreteria, hanno votato 32.000 persone.

Come era ampiamente prevedibile, le polemiche non sono mancate. In Sicilia Salvatore Roccalumera, segretario del Pd di Capaci, provincia di Palermo, si è dimesso dalla carica per protestare contro la decisione del partito di non prevedere un gazebo per le primarie e costringere gli elettori, inoltre, ad andare a Carini e non nel più vicino comune di Isola delle Femmine. E il sindaco di Capaci, Pietro Puccio, ex presidente della Provincia di Palermo, ha deciso di non votare.

“Non posso starmene con le mani in mano – dice Roccalumera – e subire una scelta che può essere giustificata solamente dal fatto che i risultati di Capaci nelle passate primarie non sono stati di gradimento di chi oggi occupa i vertici del partito. Ma per questo non si può impedire la partecipazione di persone che con grande entusiasmo hanno sempre sostenuto il Pd in un paese simbolo della lotta alla mafia”.

Il sindaco Puccio spiega: “Con profonda amarezza non andrò a votare. In tanti comuni della Provincia l’accoppiata Faraone – Rubino ha impedito di allestire i gazebo. Per quanto mi riguarda lo considero uno sfregio al Pd, al mio Comune e alla storia democratica di Capaci. Tutto questo è insopportabile. Una vergogna perpetrata da chi, pur di tutelare se stesso, sfregia il Pd”.

Su questa affermazione arriva immediata la replica di Antonio Rubino: “Riguardo al gazebo di Capaci non so parlare, non essendo componente della Commissione di Palermo. Tuttavia non starò in silenzio di fronte all’ennesima aggressione verbale da parte dei zingarettiani. Ricordo bene, infatti, che durante le amministrative di Capaci l’attuale primo cittadino ha accuratamente evitato che qualsiasi esponente del Pd mettesse piede in quel comune per non etichettarsi, salvo scoprire oggi un senso di appartenenza che non gli conoscevo. Sarebbe intellettualmente più onesto dire la verità e cioè che la sua area (quella legata ad Antonello Cracolici) gli ha chiesto di aprire la polemica sfruttando strumentalmente il nome del Comune che amministra. Ognuno è libero di fare ciò che pensa ma arrivare a questo degrado politico, esponendo un’intera comunità a biechi interessi di corrente, è semplicemente vergognoso”.

Lamentele anche da molti paesi del palermitano. A Petralia Sottana, Lascari, Villabate, Santa Flavia, Casteldaccia e Bolognetta sono molti a sostenere che “qualcuno ha deciso di impedire la partecipazione. È inammissibile non allestire gazebo nei comuni a guida Pd, soltanto perché gli amministratori sono a favore di Zingaretti”.

Polemiche anche a Enna dove viene minacciato il ricorso alla magistratura.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI