Processo Montante, depone l’ex sindaco Messana: “Quella cena con Crocetta…”

E’ ripreso a Caltanissetta, il processo con rito ordinario sul cosiddetto “Sistema Montante”. Il primo a salire sul banco dei testimoni è l’ex sindaco di Caltanissetta, Salvatore Messana. “Montante – ha detto Messana rispondendo al pm Maurizio Bonaccorso – mi fu presentato da Nardulli, un sottufficiale della Guardia di finanza, durante la campagna elettorale del 1999. Mi disse che era un giovane industriale e poteva essere utile alla campagna stessa”.

Messana, farmacista e sindaco per due mandati, ha specificato i motivi che lo indussero a pensare che vi era una sorta di condizionamento. “In me – ha detto – si è concretizzato il pensiero che tanti fatti non accadevano per caso, quando collegai due episodi: il primo l’audizione da parte della commissione antimafia nel 2005 a Caltanissetta in cui fui formalmente audito e sostanzialmente interrogato. Le domande erano molto incalzanti, mi sentii pressato senza motivo, quasi imputato; il secondo episodio fu quando incontrai Montante insieme a Roberto Centaro, ai tempi presidente della commissione nazionale antimafia, a Roma. Non fu un incontro casuale. Montante a Roma mi chiese di prendere un caffè, con lui trovai il senatore Centaro. Questi due fatti li collegai in un secondo momento. Mettendoli insieme ebbi la sensazione che tutto questo non accadeva per caso“.

“Nel corso degli anni sarà capitato 3 o 4 volte di essere stato invitato a cena in casa di Montante, anche a vedere qualche partita di calcio. Partecipavano alti esponenti della Confindustria locale e alti esponenti delle forze dell’ordine. Mi risulta che Crocetta non sostenne la mia candidatura. Ci fu una cena dove erano presenti Salvatore Cardinale, Giuseppe Lumia e Rosario Crocetta e fu deciso, o almeno così mi fu riferito, un diniego assoluto”.

“Vi fu un convegno alla biblioteca Scarabelli di Caltanissetta – ha proseguito Messana – a cui partecipò Crocetta, allora sindaco di Gela. In quell’occasione Crocetta parlò di questa rivoluzione culturale che stava portando avanti nella sua città e ci rimproverò del fatto che noi non eravamo coraggiosi. Parlò esplicitamente anche di Pietro Di Vincenzo (ex presidente di Confindustria nissena, imputato per mafia e poi assolto, ndr). Io allora parlai di alcuni esempi di cose positive che stavamo facendo. Crocetta si alzò dicendomi; ‘Stai zitto perché stai tutelando la mafia dei colletti bianchi’. Io e Crocetta competevamo entrambi per le elezioni europee. La differenza è che lui aveva riempito la Sicilia di manifesti, io andavo in giro con la mia macchina. Prese tantissimi voti”.

Tornando ai rapporti con l’ex presidente della Regione, Messana ha aggiunto: “Crocetta faceva parte del Partito dei comunisti italiani, formazione che aveva sostenuto la mia candidatura. Dopo la sua elezione, Crocetta intraprese un percorso che non teneva conto delle idee ma della salvaguardia o della sua città o del suo metodo. Un metodo declamatorio, che enfatizzava ogni cosa, un metodo secondo cui chi diceva qualcosa contro, era un mafioso”.

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