Processo Saguto: si aggrava la posizione dell’ex magistrato, chiesta l’assoluzione di Gigante

Si aggrava la posizione dell’ex magistrato Silvana Saguto, ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, a processo a Caltanissetta per l’inchiesta sul c.d. “Sistema Saguto”. Il Pm di Caltanisetta Maurizio Bonaccorso chiederà infatti l’assoluzione di Aulo Gigante, amministratore giudiziario delle imprese Niceta e accusato di corruzione in concorso, mentre la Saguto si trova ora a rispondere, per i fatti che riguardano Gigante, di concussione anziché di corruzione.

Il processo (che proseguirà il 9 gennaio) ruota attorno alla gestione delle nomine di amministratori giudiziari di beni sequestrati e confiscati alla mafia: Saguto, ora radiata dalla magistratura, secondo gli inquirenti, avrebbe dato gli incarichi solo a suoi fedelissimi. In cambio avrebbe ricevuto favori e regali.

L’episodio che riguarda la Saguto e l’ex amministratore giudiziario Gigante nasce da una intercettazione ambientale effettuata nell’ufficio del magistrato. Dalla conversazione si evinceva che l’imputata aveva invitato l’avvocato Gigante, che si occupava dell’amministrazione del gruppo imprenditoriale Niceta, a sostituire un collaboratore con un altro da lei suggerito. La sostituzione, però, non fu mai fatta. Gigante, difeso dagli avvocati Giacomo Butera e Enrico Tignini, è stato rinviato a giudizio per corruzione. Dal processo, però, è emerso che l’ex amministratore si limitò a raccogliere l’indicazione del magistrato senza darvi seguito. Per questo il pm ha annunciato che chiederà l’assoluzione di Gigante, mentre cambia l’accusa nei confronti della Saguto.

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