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Il caso della professoressa sospesa a Palermo / LE REAZIONI

Il caso della professoressa sospesa a Palermo per non aver “sorvegliato” i contenuti di un elaborato dei propri studenti alimenta sempre di più il dibattito nell’opinione pubblica, con tante reazioni dal mondo politico e da quello sindacale.

PIETRO GRASSO (Senatore LeU) – Condividendo su Facebook il video dei ragazzi ha commentato: “Guardatelo e giudicate voi: su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni? In nessuna parte viene detto che Salvini è come Mussolini, come invece leggo ovunque. Vengono accostati provvedimenti e scelte di allora e di oggi, con acume e intelligenza: a chi lo guarda spetta trarre le conclusioni. Allora mi chiedo: perché la Professoressa Rosa Maria Dell’Aria è stata sospesa? Perché è intervenuta la Digos? Mi sembra, al contrario, che gli studenti abbiano ben compreso il significato più profondo della Giornata della memoria: non un rito stanco ma un pungolo per il presente. Forse è proprio l’intelligenza a spaventare Salvini e i suoi!”.

NICOLA ZINGARETTI (Segretario PD) – “Fatemi capire. In Italia Casa Pound deve essere libera di dire e fare quello che vuole. Mentre un’insegnante deve essere sospesa per le opinioni di un suo studente che critica Salvini e le leggi varate dal Governo Lega – 5Stelle. Ma siamo pazzi? Questa insegnante deve tornare subito al suo lavoro”.

LUIGI DEL PRETE (Unione Sindacale di Base – Scuola) – “È ormai evidente e palese che la decisione degli ispettori del provveditorato di Palermo è esclusivamente di natura politica: dare un segnale di compiacenza al governo e al ministro di turno, a pochi giorni dalle elezioni europee, in un momento di vacanza del posto di Direttore generale dell’USR Sicilia, fino a giungere al mancato rispetto degli obblighi di imparzialità dell’azione ispettiva”.

“In nessuna parte del contratto scuola, – sottolinea – in particolare quando si definisce la funzione docente e la responsabilità disciplinare, troviamo tra i motivi di sanzione la mancata censura dei propri studenti, ma solo una vaga formulazione che parla di “vigilare sul corretto espletamento dell’attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle proprie responsabilità”, che in nessun modo si può applicare alla scuola, in quanto gli studenti non sono sottoposti, a meno che il governo non voglia farli diventare dei piccoli Balilla, al servizio dello Stato, del governo o del docente di turno. Chiediamo di annullare la sanzione, perché nessun codice deontologico o disciplinare è stato violato”.

MATTEO ORFINI (Deputato PD) – “Si dovrebbe sospendere immediatamente chi ha sospeso l’insegnante. Le si consenta di tornare a lavorare subito dopo essersi pubblicamente scusati. Un abbraccio a Rosa Maria Dell’Aria, insegnate da 40 anni, sospesa per aver fatto il suo lavoro. I sottosegretari all’istruzione non si facciano dare la linea dai neofascisti. Si rispetti la legge: nel nostro paese il reato è l’apologia di fascismo, non l’antifascismo. L’insegnante inadeguato è quello che censura un’opinione, non quello che fa della scuola anche un luogo di confronto”.

FLC CGIL NAZIONALE– La vicenda dell’Istituto Tecnico “Vittorio Emanuele II” di Palermo “è indice di un clima inasprito in cui il diritto di critica viene sistematicamente violato. Colpisce la solerzia dell’Amministrazione nel procedere contro una docente “colpevole” di aver interpretato il proprio ruolo professionale per promuovere cultura, spirito di iniziativa, pensiero critico e senso civico, secondo il compito che la Costituzione affida alla scuola pubblica.

In un Paese dove si lasciano morire le persone in mare, si sanziona chi salva vite, si escludono dalle mense bambini in condizioni di povertà, soprattutto se stranieri, si introducono grembiulini, telecamere ed altri strumenti di controllo coercitivo, risulta fuori dal coro, quindi evidentemente inaccettabile, la voce di una lavoratrice, docente della scuola dello Stato, che nel suo lavoro mette cuore e testa, impegnandosi in prima linea per educare alla cittadinanza attiva e consapevole, offrendo agli studenti gli strumenti per capire e per cambiare il mondo”.

Il sindacato “si impegna a mettere in atto da subito la mobilitazione di tutta la categoria per sollecitare una forte reazione sociale, culturale e politica ai fini di tutelare la libertà di insegnamento e ripristinare gli spazi di democrazia in tutto il Paese, a partire dai luoghi della conoscenza”.

DAVIDE FARAONE (Senatore e segretario del PD Sicilia) – “Bravissimi i ragazzi, ho guardato il video che hanno realizzato, il corpo del reato utilizzato dagli ispettori del Miur per punire la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, sospendendola, e visionato dalla Digos che si è catapultata a scuola, interrogando gli studenti. Vogliamo sapere chi è il responsabile della sospensione dell’insegnante e leggere l’attività istruttoria che ne ha determinato l’allontanamento, così come, e lo chiederò con una interrogazione, vogliamo sapere chi e perché ha ordinato agli agenti della Digos di recarsi a scuola per interrogare, spaventandoli, i ragazzi. Sono loro che vanno sospesi, non l’insegnante”.

LUIGI GALLO (presidente Commissione Cultura M5S) –  “Piacciono solo i cittadini indottrinati? Obbedienti e quindi incapaci di costruire un mondo migliore di quello che ereditano, di spingerci oltre i diritti già conquistati? Noi lavoriamo affinchè gli studenti abbiano un pensiero critico, sviluppino ragionamenti indipendenti e imparino a pensare con la propria testa. E il Ministero della Lega cosa fa? Li censura. Un atto veramente grave e per questo il M5S ha depositato un interrogazione a prima firma Vittoria Casa”.

MARIA LETIZIA COLAJANNI (coordinatrice regionale scuole Anpi Sicilia) – L’Anpi Sicilia esprime “grande preoccupazione per un’azione chiaramente indicativa della volontà di attentare alla libertà d’insegnamento e alla libera espressione di pensiero”.

“La professoressa ha svolto il suo insegnamento nella convinzione che la Scuola non debba solo informare ma debba, essenzialmente, formare cittadini in grado di orientarsi nella realtà in cui vivono e di operare scelte ragionate e non sudditi pronti ad accettare qualunque forma di imposizione e di censura. Nuove generazioni sprovviste di spirito critico e di autonomia di pensiero sono funzionali a un esercizio distorto del potere. Chiediamo che venga immediatamente annullato il procedimento disciplinare altamente lesivo dei principi di libertà, democrazia e solidarietà sanciti dalla nostra Costituzione, figlia della Resistenza”.

ANTONIO GIANNELLI (Associazione nazionale presidi) – “Stimolare la libertà di espressione è uno degli scopi fondamentali della scuola: gli insegnanti devono incoraggiare il pensiero critico degli studenti, ovviamente in modo non superficiale nè ideologizzato. Lo studio dei fatti storici e la riflessione sugli eventi del presente contribuiscono in modo decisivo allo sviluppo della coscienza civile dei nostri studenti. Proprio in questo senso è pure doveroso il rispetto delle figure istituzionali di qualunque schieramento facciano parte. È possibile studiare il presente solo se si rinuncia a qualsiasi filtro di natura ideologica, ma non si deve tenere fuori dalla scuola l’attualità solo per il rischio di strumentalizzazioni”.

FABRIZIO FERRANDELLI (capolista di +Europa alle elezioni europee) – “Il paragone può risultare azzardato ma si tratta di espressione libera e non violenta di un’opinione. Cosa è più scandaloso in questa vicenda? È scandaloso un decreto come quello emanato dal nostro ministro degli Interni, o è scandaloso il fatto che all’interno di un dibattito, in un luogo dedito alla formazione, alla creazione dei pensieri e alla circolazione delle idee venga fatto un accostamento, per qualcuno offensivo e per qualcun altro legittimo? Noi di +Europa siamo dalla parte di chi insegna e di chi forma coscienze critiche, sempre. Un insegnante può anche esporre un pensiero difforme da quello che poi l’alunno maturerà ma allena al dibattito, alla coscienza critica, al confronto. Non è censurando, non è mettendo il bavaglio e punendo che si producono cittadini liberi”.

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