accordo stato regione, scontro in aula tra milazzo e armao

Prorogate di 15 anni le concessioni demaniali: il ddl passa all’Ars. M5S contrario

Con 32 voti a favore, 15 contrari e un astenuto, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge che estende per 15 anni le concessioni demaniali recependo la legge nazionale 145/2018. Le prossime scadenze saranno dunque nel 2033. Prima del voto l’aula aveva bocciato la richiesta del M5s di un rinvio in commissione del testo.

L’assessore regionale al Territorio, Toto Cordaro nel suo intervento, sollecitando l’approvazione della legge  in aula, ha spiegato che c’è urgenza di una regolamentazione rispetto ad attività produttive importanti: tutti gli istituti bancari hanno chiuso i rubinetti perché non hanno la certezza che questi privati possano lavorare con le concessioni che scadono nel 2020. Rischiamo di mettere in ginocchio un mondo di 3mila esercenti e che dà 100 mila posti di lavoro. Nessuno sta difendendo interessi particolari, ma vogliamo sostenere un sistema che salvaguardia l’economia siciliana”.

Il gruppo Pd ha votato a favore chiedendo però maggiori controlli e verifiche a tutela dell’ambiente“Abbiamo votato questo ddl che in pratica recepisce le disposizioni nazionali consapevoli dell’importanza di assicurare continuità alle strutture di un comparto che in Sicilia coinvolge circa 3.000 imprese ed un gran numero di lavoratori. Al tempo stesso però sappiamo bene che in questo settore gli aspetti da migliorare sono molti, bisogna innanzitutto incrementare le verifiche in fase istruttoria così come i controlli ‘sul campo’ a garanzia del rispetto ambientale e delle tutele per i lavoratori”.

Di tenore diverso il commento dei deputati del M5S che hanno votato contro. “È stato un grave errore recepire, in modo così semplicistico, la legge nazionale sul rinnovo tacito delle concessioni demaniali. Nella disordinata situazione siciliana, in alcune zone dell’Isola i privati la fanno da padrone nelle spiagge, in spregio ai più elementari diritti dei bagnanti. Non è raro che ai cittadini vengano negati non solo l’accesso, ma anche la semplice vista del mare per interi chilometri di costa. Un rinnovo automatico che rischia in alcuni casi di sanare situazioni al limite della legalità. Tutto questo in un territorio privo di regole unitarie, senza i principali strumenti di pianificazione come i Pudm (Piani di utilizzo del demanio marittimo) e nel quale le leggi in materia, di fatto, non sono mai state applicate”.

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