Protesta dei sindaci a Roma, Cisl Sicilia: “Risolvere le criticità o pagheranno i cittadini”

“Che il grido d’allarme dei comuni siciliani giunga fin nel cuore di Roma è il segno di una crisi che è arrivata ormai al capolinea e per cui sono necessari interventi drastici e risolutivi al più presto”. A dirlo sono Sebastiano Cappuccio, segretario generale della Cisl Sicilia, e Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia, in vista della protesta dei sindaci siciliani il prossimo 3 novembre a Roma indetta da Anci Sicilia.

Auspichiamo – aggiungono gli esponenti sindacali – che la manifestazione dei sindaci, organizzata dall’Anci Sicilia, ottenga l’effetto sperato, ovvero quello di accendere un riflettore permanente sulla questione e sensibilizzare le coscienze su un tema che rischia di avere effetti gravissimi sulla ripresa dell’Isola post-Covid”.

Paolo Montera

“Le criticità finanziarie e gestionali dei comuni della regione, nella maggior parte tra l’altro in grave carenza di organico, sono ormai molto serie e possono essere risolte soltanto con un’azione di sistema che coinvolga tutti i livelli, politici e istituzionali, regionali e nazionali, affinché a pagare le conseguenze del dissesto non debbano essere i cittadini siciliani, in termini di tagli ai servizi, maggiori tasse e mancato sviluppo grazie ai fondi del Pnrr. Da parte nostra, c’è la massima condivisione e sostegno alle iniziative dell’Anci e la immediata disponibilità a confrontarci, per definire assieme percorsi normativi condivisibili che permettano di uscire dall’emergenza”.

L’ANCI Sicilia, nel corso degli incontri istituzionali già programmati, presenterà i dati allarmanti dell’Isola in cui, ad oggi, solamente 152 comuni su 391 hanno approvato il Bilancio di previsione 2021-2023, appena 74 comuni hanno approvato il consuntivo 2020 e circa 100 comuni si trovano già in dissesto o sotto Piano di riequilibrio. Oltre alle questioni finanziarie i sindaci siciliani evidenzieranno anche le problematiche di carattere organizzativo, partendo da un recente monitoraggio, condotto dall’ANCI Sicilia, in cui spicca un dato relativo ai posti vacanti nelle piante organiche dei comuni siciliani: mancano circa 15 mila unità tra cui circa 4000 fra dirigenti e categorie D.

In queste condizioni, secondo l’Associazione dei comuni siciliani, appare sempre più utopistico pensare di erogare servizi di qualità a cittadini e imprese e sperare di poter utilizzare in maniera efficace le risorse della Programmazione Comunitaria 2021-2027 e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Per questi motivi i sindaci dell’Isola chiederanno: abbattimento del 50% degli accantonamenti del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE);
assunzione di figure professionali qualificate all’interno degli enti locali in deroga alle disposizioni vigenti. Infine, in considerazione delle specificità del contesto regionale siciliano i primi cittadini dell’Isola avanzeranno la richiesta di :

  1. a) approvare la norma di attuazione dello Statuto, già deliberata in Commissione paritetica, che prevede, tra l’altro, lo spostamento dei termini per l’approvazione dei Bilanci al 30 novembre;
  2. b) costituire in Conferenza Stato Città e Autonomie Locali di un tavolo permanente con Stato, Regione e ANCI Sicilia per affrontare le ulteriori e specifiche criticità degli Enti locali siciliani (es. stabilizzazione del personale negli enti in dissesto e in piano di riequilibrio).

NOTTE DI PIOGGIA E ALLERTA, MA IL CICLONE SI ALLONTANA

COVID, CASTEL DI IUDICA E LERCARA FRIDDI IN “ZONA ARANCIONE” FINO ALL’11 NOVEMBRE

IL BOLLETTINO DELLA SICILIA DEL 29 OTTOBRE 2021

IL BOLLETTINO NAZIONALE DEL 29 OTTOBRE 2021

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI